Provincia / Caserta

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L’ex sottosegretario, per la prima volta, assente in aula

Cosentino, processo rinviato a marzo per difetti di notifica

Brogli elettorali, il ministero degli Interni parte civile

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Cosentino, processo rinviato a marzo per difetti di notifica
24/01/2013, 10:16

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Rinviato al 27 marzo il processo a Nicola Cosentino. Lo ha deciso la prima sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere davanti alla quale il deputato del Pdl è accusato per una richiesta di finanziamento necessario alla realizzazione di un centro commerciale, che doveva servire, secondo l’accusa, al clan dei Casalesi come fabbrica di voti e occasione per il riciclaggio di capitali illeciti. Cosentino non si è presentato in aula. L’assenza di Cosentino è data dal fatto che lo slittamento del processo era nell’aria da alcuni giorni per alcuni difetti di notifica. A sgomberare il campo da interpretazioni di altro tipo è stato l’avvocato Agostino De Caro, che con l’avvocato Stefano Montone assiste l’ex sottosegretario all’Economia. Il penalista ricorda che nell’altro processo in cui è imputato, quello riguardante l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa sempre per presunte collusioni con i Casalesi, Cosentino ha partecipato finora alla maggior parte delle udienze. Il 27 marzo, intanto, il ministero degli Interni si costituirà parte civile. L’iniziativa si riferisce ai casi di brogli elettorali nel casertano - contestati ad altri imputati e non invece a Cosentino - attraverso il sistema della cosiddetta ‘scheda ballerina’ per favorire l’elezione del sindaco Antonio Corvino. Durante l’udienza preliminare nei mesi scorsi si costituì già parte civile, attraverso l’avvocato Domenico Ciruzzi, Unicredit: si tratta della banca alla quale Cosentino avrebbe chiesto il finanziamento per la realizzazione di un centro commerciale a Casal di Principe, un progetto mai portato a termine. Il finanziamento fu bloccato, anche perché si accertò che era basato su una fidejussione falsa. Secondo gli inquirenti (i pm Antonello Ardituro e Henry John Woodcock) l’attività doveva servire a riciclare soldi del clan e a procurare voti a candidati ritenuti legati all’organizzazione.

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di Emilio di Cioccio
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