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Indagini della Gdf dopo le denunce di diversi creditori

Crac Gravante, Procura sequestra beni per 6mln di euro

Foreste Molisane, cessioni fittizie di vari rami d’azienda

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Crac Gravante, Procura sequestra beni per 6mln di euro
07/03/2014, 12:54

GIOIA SANNITICA - Beni immobili, per un valore complessivo di oltre 6mln di euro, sono stati sequestrati, su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere, dalle Fiamme Gialle della tenenza di Piedimonte Matese. I beni, già di pertinenza dell’azienda agricola “Il Tortino spa”, società questa titolare del marchio “Foreste Molisane”, sono riconducibili al gruppo imprenditoriale Gravante, storicamente operante nel settore della produzione, della trasformazione del latte e della lavorazione di prodotti caseari. Le indagini hanno preso spunto da diverse denunce di imprenditori, alcuni dei quali operanti all’estero, che segnalavano, a fronte della perdurante insolvenza del gruppo Gravante, una serie di manovre volte a trasferire da una società all’altra del gruppo i beni suscettibili di aggressione patrimoniale da parte dei creditori. La complessa ed articolata attività di indagine ha riguardato ben nove società, tutte controllate dalla “Sagim srl”, società in liquidazione, con socio unico ed amministratore Giuseppe Gravante, 75enne. Le misure preventive sono scattate a seguito del fallimento dell’azienda agricola “Il Tortino spa”, certificato lo scorso 17 gennaio dal Tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere, ed hanno riguardato sia il complesso zootecnico, del valore di oltre 5mln di euro, sia il comparto relativo alla lavorazione e trasformazione del latte e dei prodotti caseari; quest’ultimo comparto, nel frattempo, era stato ceduto a due diverse società del medesimo gruppo, la “Agricola del Matese srl” e la “Nat.Ali. srl”. Gli accertamenti contabili e bancari hanno consentito di verificare come le cessioni dei predetti complessi produttivi fossero, in realtà, avvenute senza alcuna effettiva contropartita economica per la società poi fallita e fossero mirate, unicamente, quando ormai il dissesto appariva inevitabile, alla prosecuzione sotto altra veste delle attività aziendali.

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di Emilio di Cioccio
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