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Gustavo de Negri: “Le leve per il rilancio dell’economia”

Crescita e Sviluppo: Pmi Italia approva il documento strategico di Pmi Campania


Crescita e Sviluppo: Pmi Italia approva il documento strategico di Pmi Campania
19/12/2013, 14:48

CASERTA - Nel corso degli ultimi Stati Generali di Pmi Italia, che si sono svolti a Caserta, è stato istituito un Coordinamento delle Pmi, al quale hanno preso parte, apportando ciascuno il proprio contributo, i rappresentati delle Pmi che operano sul tutto il territorio nazionale. In base alle indicazioni emerse nel corso della prima riunione, su richiesta di tutti i partecipanti, Pmi Campania ha elaborato un Documento Strategico che è stato condiviso e approvato da tutti i componenti.
“Accesso al Credito – dichiara soddisfatto Gustavo de Negri, Presidente di Pmi Campania – Internazionalizzazione, Reti di Imprese, Saperi e Innovazione sono tra i punti focali del documento da noi elaborato, che è stato condiviso e approvato da Pmi Italia. Queste sono le leve sulle quali agire, con la consapevolezza che per le PMI esse rappresentano, ora più che mai, lo strumento più idoneo per risalire la china e diventare motore di sviluppo. Lo spirito di questo documento è che ogni azione possibile deve essere intrapresa per il rilancio dell’intero sistema economico, ricercando i necessari fattori di competitività. La sfida strategica è sostenere l’innovazione di processo e di prodotto, anche in comparti cosiddetti maturi, per aumentarne la capacità competitiva sui mercati nazionali ed internazionali.”
Queste le linee guida presenti nel Documento Strategico:

ACCESSO AL CREDITO

Primo importante punto da prendere in considerazione è la facilitazione accesso al credito per le PMI. Secondo un Rapporto della Banca Centrale Europea, pubblicato nel mese di Novembre, le piccole e medie imprese italiane sono tra quelle dell'eurozona che hanno segnalato un peggioramento delle condizioni di accesso al credito negli ultimi mesi. L’accesso al credito ed alle risorse finanziarie in generale è un aspetto chiave per lo start-up e lo sviluppo delle Piccole e Medie Imprese (PMI) che presentano, come noto, esigenze e opportunità assai diverse di quanto non accada nel caso di organizzazioni di maggiori dimensioni. Queste ultime, infatti, hanno opportunità maggiori nell’accesso ai mercati azionari, che invece non sono alla portata della grande maggioranza delle PMI. Proprio la mancanza di investimenti di azionari nelle PMI fa sì che queste imprese debbano fare maggiore affidamento su altre fonti di finanziamento. Indispensabile, quindi, da parte delle Associazioni fungere da intermediarie, soprattutto tramite convenzioni con Consorzi di Garanzia, vigilati dalla Banca d’Italia, poiché ripristinare il corretto equilibrio nel mercato del credito è condizione fondamentale per far ripartire l’economia reale.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

Nel campo dell’Internazionalizzazione le PMI dovrebbero sviluppare una strategia di medio/lungo termine, posizionandosi sul mercato prescelto ed evitando azioni “mordi e fuggi”. Fondamentale, dunque, comprendere i mercati e conoscere i Paesi in cui si vuole operare, approfondendo la cultura, le norme, i rapporti sociali, le esigenze dei “nuovi clienti”. Necessario è, pertanto, individuare partners locali, soprattutto in alcuni mercati extra-europei, in cui la comprensione del tessuto sociale, normativo ed economico risulterebbe alquanto difficoltosa. Ma come fare, visto che uno dei punti deboli delle aziende italiane, specialmente le più piccole, è l’impossibilità di comunicare in lingue diverse dalla propria? Una possibile soluzione sarebbe quella di avviare contatti con aziende locali, ma con le quali sia possibile comunicare al meglio. Si calcola, infatti, che oltre 20.000 aziende italiane siano presenti all’estero con proprie sedi e che oltre 4000 imprenditori abbiano spostato la loro residenza in paesi stranieri, senza contare gli oltre 20 milioni di connazionali che lavorano nel mondo. Potrebbero fungere da “teste di ponte”, al fine di aprire la strada alle esportazioni. Una rete di contatti con chi già opera all’estero, con chi già conosce il territorio ed il mercato locale, sarebbe foriera di sinergie e collaborazioni che risulterebbero vantaggiose per entrambe le parti. Necessario, a tal fine, dovrà essere anche l’impegno delle Camere di Commercio, non più organizzatrici di “missioni”, a volte improponibili, ma punti di contatto tra gli imprenditori già presenti sul mercato estero e chi si accinge ad operarvi per la prima volta. Le Camere di Commercio Estere, a loro volta, dovrebbero fungere da punto di riferimento locale per armonizzare azioni economiche in taluni Paesi.

RETI DI IMPRESE

La sinergia tra aziende non dovrebbe, però, limitarsi ad accordi e collaborazioni sui mercati internazionali. Dove le piccole e medie imprese non possono da sole, possono unire le proprie forze per raggiungere risultati, a volte, insperati. La piccola dimensione delle imprese italiane, se da una parte presenta diversi vantaggi in termini di flessibilità ed adattabilità all’evoluzione dei mercati, dall’altra pone indubbie difficoltà sul fronte della capacità di competere in mercati sempre più globalizzati, dove la disponibilità di risorse adeguate rappresenta spesso un fattore critico di successo. Ecco dunque che l’istituzione di Reti di imprese, dotate di un’organizzazioni snelle (e quindi poco costose) e di adeguate risorse tecniche, umane e finanziarie (sufficienti per la realizzazione delle attività previste dal programma di rete), potrebbe effettivamente costituire una soluzione in grado di superare i limiti posti dalle piccole dimensioni degli operatori economici italiani, e diventare pertanto uno strumento efficace per l’innovazione e la crescita delle piccole e medie imprese. E dovrà essere proprio il nostro sistema a fungere, non solo, da punto di raccordo per le aziende, ma anche da garante della bontà dei progetti e della professionalità delle varie imprese che intraprenderanno tale percorso.

I SAPERI

Un altro aiuto all’universo delle piccole e medie imprese può venire dal “mondo dei saperi”. Nonostante le continue critiche all’Università italiana, è impossibile negare che vi siano delle eccellenze, ed è con quelle che bisogna collaborare. Dalla ricerca e dal trasferimento di innovazione tecnologica alle imprese, all’ampliamento degli strumenti di analisi e di monitoraggio delle dinamiche economiche e produttive dei territori; fino all’immaginazione di percorsi di qualificazione e riqualificazione degli imprenditori. Importante sarà, quindi, l’organizzazione, da parte delle Associazioni, di workshop tematici negli ambiti più importanti, ed al fine di permettere alle aziende di approfondire i temi delle nuove sfide globali: marketing internazionale, finanza, risorse umane ed altri.Avviare proficui rapporti di collaborazione con le singole facoltà, appare indispensabile al fine di elaborare percorsi di studio che rispondano più adeguatamente alla domanda espressa dalle imprese e riteniamo che negli ultimi due anni di corso, si preveda un percorso di stage aziendali per meglio preparare i laureandi al mondo del lavoro.

 

INNOVAZIONE

In un mondo in continua e costante evoluzione, in cui sempre nuovi attori si affacciano sui mercati internazionali, creando una concorrenza sempre maggiore ed agguerrita, le azioni delle PMI verso l’internazionalizzazione, ma anche sul mercato interno, non possono prescindere dall’innovazione tecnologica, sia in ambito comunicativo che industriale. Vista la visione, spesso, limitata di molte piccole realtà imprenditoriali, legate al territorio e confinate in mercati regionali, se non provinciali, ruolo delle Associazioni, in questo ambito, dovrà essere quello di tenere continuamente aggiornate le imprese anche sulle novità tecnologiche, con seminari, convenzioni, cercando di far comprendere quanto l’innovazione tecnologica sia fondamentale per poter operare sui mercati, indipendentemente dalla loro estensione geografica.

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di Redazione
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