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Danneggiate dalle pietre cadute anche due auto in sosta

Crollo a Villa Lauro Lancellotti


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Crollo a Villa Lauro Lancellotti
18/03/2011, 12:03

PORTICI- Dobbiamo dirlo: la giornata di ieri non è stata molto fortunata per i borbonici che non solo hanno visto sfilare bandiere ed emozioni per i 150 anni dell’unità d’Italia, nonostante quelle verità storica che i meridionalisti chiedono a gran voce e che faticano a venire a galla, ma  hanno anche dovuto apprendere del crollo avvenuto a portici in una Villa borbonica del '700. Si tratta di Villa Lauro Lancellotti, che fu  commissionata dal principe Scipione Lancellotti e realizzata da Pompeo Schiantarelli nel 1776. Dopo la morte dell'ultima discendente della nobile casa, Donna Natalia Massimo Lancellotti dei Principi di Prossedi la dimora è stata lasciata al suo destino senza nessuna manutenzione. E proprio a causa di questa incuria, associato alle  cattive condizioni metereologiche ha ceduto la facciata del palazzo della principessa Lauro Lancellotti. La residenza, tra l’altro, era stata inserita nell'elenco delle ville vesuviane come patrimonio da salvaguardare, un riconoscimento verbale visto lo stato di abbandono in cui riversava lo  stabile fatiscente. La caduta delle pietre, inoltre, ha danneggiato anche due auto in sosta, ma fortunatamente non si registra nessun ferito. Il sindaco di Portici Vincenzo Cuomo ha dichiarato : dopo i crolli di Pompei ancora una volta si è dimostrato l’inutilità del ministero dei Beni culturali che vincola queste proprietà  ma di fatto non interviene per tutelarle. A Portici si è evitato un danno maggiore grazie all’intervento immediato della polizia municipale e della macchina amministrativa, il crollo infatti è avvenuto dopo che la zona era già stata transennata. – ha continuato il primo cittadino - Purtroppo era un crollo annunciato così come potrebbe accadere a Villa d'Elboeuf ma ripeto è il ministero che dovrebbe vigilare magari mettendo in mora i proprietari che non tutelano il bene, invece di perder tempo con il federalismo credo sia tempo di una riforma seria che possa eliminare tutti quei ministeri costosi ma inutili cosi come per l’appunto quello dei beni culturali”.

 

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di Simona Buonaura
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