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“Il cstp muore per colpa loro”

Cstp, De Luca accusa Caldoro e Cirielli


Cstp, De Luca accusa Caldoro e Cirielli
18/04/2012, 21:04

SALERNO – il Cstp ancora nell’occhio del ciclone. Questa volta però a prendere la parola è il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca che critica la giunta regionale della Campania e la Provincia di Salerno sulla distribuzione della risorse per il trasporto pubblico. Nel mirino anche l'assessore regionale ai trasporti, Sergio Vetrella.
''Continua il grande imbroglio della Regione Campania", ha detto De Luca, durante la presentazione del convegno ''Salerno città della famiglia''. ''In queste ore si parla dei 25 milioni per il trasporto napoletano, mentre dovrebbero spiegare all'assessore Vetrella - aggiunge il primo cittadino salernitano - che quelle sono risorse dello Stato e che quindi dovrebbero essere ripartite equamente su tutto il territorio regionale''.
In particolare, il sindaco si è soffermato sulla vicenda del Cstp,al centro di numerose polemiche a causa della messa in liquidazione. ''E' tanto difficile dire - aggiunge il primo cittadino - che il Cstp sta morendo per colpa della Regione che ha tagliato 9 milioni di euro e della Provincia che ne ha tagliati 2? Anche all'interno dello stesso Cstp si fa fatica a dire la verità. Questa vicenda è sconcertante. La nostra città sta morendo di provincialismo e sottocultura''.
De Luca ha inoltre inviato questa mattina una lettera alla prof.ssa Adele Caldarelli, commissario indicato dal Prefetto di Napoli per la “quantificazione della compensazione delle somme dovute per gli obblighi di esercizio” stabilita dalle sentenze del Consiglio di Stato n. 04682/09 e 08736/10. Tali sentenze riconoscono al Cstp il diritto ad un ristoro da parte dalla Regione Campania su un credito richiesto di oltre 14 milioni di euro.
Nella lettera si sottolinea "una rapida corresponsione delle somme dovute dalla Regione Campania consentirebbe di riportare l’a zienda di trasporto pubblico, attualmente posta di liquidazione, in regime di gestione ordinaria. Si scongiurerebbe in tal modo il vero e proprio dramma sociale che sta vivendo la nostra città ed in particolare le famiglie dei 700 dipendenti dell’azienda e le migliaia di utenti che rischiano di vedersi privati dell’indispensabile servizio di trasporto pubblico".

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di Erika Noschese
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