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Denunce e fondi sprecati: grosse ombre sul Pantaleo

Inchiesta sui raid alla scuola torrese

Denunce e fondi sprecati: grosse ombre sul Pantaleo
08/04/2011, 13:04

TORRE DEL GRECO - Potrebbe esserci molto più che un semplice, seppur condannabile, atto vandalico dietro i raid di questi giorni all’istituto tecnico Eugenio Pantaleo di Torre del Greco. Più della voglia di saltare qualche giorno primaverile di lezione. Più della banale idea di marinare la scuola per un fine settimana. Troppe ombre aleggiano sulla scuola superiore torrese, come tante sono state le feroci proteste degli studenti in questi ultimi mesi. I motivi sono svariati, spesso nascosti alla pubblica conoscenza, ma tutti, se confermati, di pesante gravità, tanto da spingere i giovani alunni ad una vera e propria rivolta contro la dirigenza. Ma andiamo per gradi. Le prime contestazioni risalgono allo scorso anno scolastico. Nel mirino, allora come oggi, c’è il preside Carlo Ciavolino e il suo modo poco legale e ortodosso, a detta degli studenti, di gestire l’istituto. Due furono i capi d’accusa nei confronti del preside. Il primo riguarda un episodio increscioso tra lo stesso dirigente, ed un alunno. Ciavolino, irritato da alcuni manifesti affissi dallo studente, avrebbe sottratto il ragazzo durante le ore di lezione, sottraendolo agli insegnamenti per tutta la durata del giorno e costringendolo, assieme ad alcuni membri del personale scolastico, a ritirare tutti i manifestini affissi. Un’azione dittatoriale, che proprio non andò giù agli studenti, i quali organizzarono una rivolta all’esterno dell’istituto. Rivolta non unica nel suo genere, e che già era stata inscenata quando gli studenti sequestrati furono addirittura dodici, rei di essere entrati in ritardo a scuola e costretti per cinque ore a restare chiusi in una stanza saltando le lezioni. Ancora oggi è presente un video su you tube di quanto accadde all'esterno dell'istituto in quell'occasione ("ITCG Pantaleo La rivolta degli studenti", ndr). Il secondo capo d’accusa riguardò l’imposizione di un concorso-compito di italiano sull’Unità d’Italia a cui tutti i presenti, studenti e docenti dell’istituto, furono costretti a non sottrarsi. Il fatto, segnalato anche dagli insegnanti, è avvenuto pochi mesi fa. Un sabato, per la precisione, quando il preside avrebbe obbligato tutti i docenti, con atto coattivo, a mettere da parte la propria didattica e costringere gli alunni a partecipare al concorso dallo stesso dirigente creato. Una decisione fuori dalle linee di buona amministrazione, a quanto pare, a cui proprio i professori, stavolta al fianco degli alunni, hanno deciso di ribellarsi. Da loro è partita un esposto al provveditorato riguardo la gestione del Pantaleo da parte del dirigente Ciavolino. Proprio nelle ultime settimane gli stessi docenti sono stati interrogati da un ispettore amministrativo che sta approfondendo l’indagine. Tra le notizie fornite, gli insegnanti hanno evidenziato anche l’utilizzo dei fondi europei destinati alla scuola per convegni di scarso pregio, in cui molto spesso le personalità invitate usavano l’evento per presentare ai ragazzi i propri lavori editoriali a mo di conferenza stampa. Tra i casi evidenziati, anche l’utilizzo di un corridoio come biblioteca. Una scelta poco lucida, fatta senza il consenso della Provincia e che oggi sottrae all'istituto un'importante via di fuga. Insomma, tanta carne al fuoco contro il preside del Pantaleo, che vivrebbe all’intero del proprio istituto una profonda spaccatura con studenti e docenti.  Tutto ciò non resta una giustifica ai vari raid alla creolina degli ultimi giorni, ma potrebbe essere certamente una traccia plausibile per concepire il movente dell’atto.

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di Salvatore Formisano
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