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Procolo non si cura per non togliere denaro alla famiglia

Disperazione in casa Cordua: "Siamo stati abbandonati da tutti"

Cresce il grido d'aiuto:"Le istituzioni ci stanno uccidendo"

Disperazione in casa Cordua: 'Siamo stati abbandonati da tutti'
26/09/2011, 13:09

POZZUOLI (NA) - Al peggio non c’è mai fine: questo il proverbio che cade a pennello per la famiglia puteolana dei Cordua. Procolo, padre di Mimmo e Salvatore, ha ormai raggiunto il limite della sopportazione e non è più intenzionato a stringere i denti. “Le cose stanno andando male su tutti i fronti – ci racconta disperato il signor Cordua – Nessuno ci tende una mano, ci hanno abbandonato nella più totale desolazione. Io e mia moglie siamo anziani e da soli non siamo in grado di portare avanti questa situazione. Le istituzioni ci stanno uccidendo; ormai siamo arrivati all’apice”. Mimmo e Salvatore sono affetti dalla nascita da una grave forma di epilessia e disturbi neuropsichici; ogni giorno necessitano di un supporto materiale per qualsiasi movimento o gesto. I due ragazzi puteolani beneficiano dell’assistenza domiciliare integrata, il servizio di prestazioni sanitarie concordate da Asl e Comune di Pozzuoli. Una forma di assistenza che per Procolo Cordua e sua moglie Matilde D’Isanto è del tutto inefficiente. I due genitori da anni si battono per ottenere più ore di assistenza domiciliare; entrambi, infatti, non sono intenzionati a rinchiudere i propri figli in un centro. “Gli operatori vengono 3 ore la mattina e 3 ore la sera, dopodiché io e mia moglie restiamo soli – afferma il capofamiglia – Il problema è soprattutto per Salvatore, che a differenza di Mimmo frequenta ancora il centro. E’ lui a richiedere un maggiore sostegno; capita spesso che a casa non riesca a reggersi in piedi. La sua cattiva deambulazione non gli permette di stare in equilibrio e così ogni volta lo troviamo per terra. E’ un’impresa sollevarlo ed impedire che caschi sul pavimento”. I coniugi Cordua non sanno più come affrontare questa dura tragedia, che da 30 anni si abbatte tra le loro mura di casa. “Mimmo e Salvatore sono i nostri gioielli – prosegue il signor Procolo – L’unica cosa che desideriamo è ricevere un maggiore sostegno dal Comune e dall’Asl. Quotidianamente spendiamo tanti soldi per i medicinali dei ragazzi, ma nessuno ci offre dei contributi. Sono arrivato al punto di rinunciare a curarmi; l’altro giorno avrei dovuto fare delle analisi, ma ho preferito evitare per non levare i soldi alla famiglia. Preferisco ammalarmi invece di togliere il pane da tavola ai miei due figli”.
L’indignazione e la collera nella famiglia puteolana dei Cordua non si arrestano e in alcuni casi lasciano spazio all’ira e allo sdegno. “Non ho più niente da perdere – chiosa il padre di Mimmo e Salvatore – Sono pronto a fare una pazzia se gli enti preposti continueranno ad ignorarci”.

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di Tiziana Casciaro
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