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I commissari liquidatori presentano bozza quasi definitiva

Dissesto, raddoppiata massa passiva a Caserta -video

Dai 64mln accertati lo scorso anno, si è passati a 127mln

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Dissesto, raddoppiata massa passiva a Caserta -video
19/12/2013, 10:53

CASERTA - Dai 64mln di euro accertati lo scorso anno, adesso si è passati a poco più di 127mln di euro. Una vera e propria voragine nelle casse del Comune di Caserta quella accertata dalla commissione straordinaria di liquidazione, nominata all’indomani della dichiarazione di dissesto da parte dell’amministrazione Del Gaudio. Aumenta, dunque, considerevolmente la massa passiva di Palazzo Castropignano. Il lavoro della triade commissariale, costituita da Maddalena De Luca, Sebastiano Giangrande e Roberto Aragno, dovrebbe essere concluso a questo punto. Pur tuttavia il condizionale in casi del genere è d’obbligo, giacché, rispetto alla bozza originaria presentata il 19 dicembre del 2012, il quadro riassuntivo delle esposizioni debitorie del Comune è andato via via modificandosi. Legittimamente, a questo punto, viene da chiedersi: com’è possibile che ci si accorga solo adesso di una massa passiva del genere? Stando alla relazione dei tre commissari, dopo la deposizione dell’accertamento di un anno fa, ci si è accorti che qualcosa non andava: sono state fatte ulteriore verifiche e analizzate ulteriori richieste di pagamento. A ciò si aggiunga le “rettifiche di attestazione dei dirigenti preposti” e le “integrazioni documentali fatte pervenire dai creditori per inserimento nella massa passiva o per la intervenuta definizione di contenziosi in essere nei confronti del Comune”. Così come sono pervenute, fuori termine, anche altre istanze che hanno portato all’aumento considerevole della massa passiva. Complessivamente sono 1928 le istanze presentate da potenziali creditori, di queste sono state ammesse 1466, per un totale di oltre 127mln di euro, di cui 77mln di euro vanno considerati come debiti fuori bilancio. Il condizionale, si diceva, è d’obbligo poiché i 127mln di euro potrebbero lievitare ulteriormente poiché ci sono 42 pratiche il cui giudizio è ancora in corso, mentre per altre 27, pervenute fuori termine, è tuttora in corso la relativa istruttoria, con importi ancora da definire.  

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di Emilio di Cioccio
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