Provincia / San Giorgio

Commenta Stampa

Divisione “Acqui”, il generale Santo lascia, entra il generale Castellano


Divisione “Acqui”, il generale Santo lascia, entra il generale Castellano
20/06/2011, 11:06

San Giorgio a Cremano (NA) 20 giugno 2011 – Si è svolta questa mattina la cerimonia del cambio al vertice della Divisione “Acqui” (erede di quella sterminata a Cefalonia all’indomani dell’8 settembre) dell’Esercito Italiano. Al Generale di Divisione Vincenzo Santo è subentrato il Generale di Brigata Rosario Castellano. La cerimonia si è svolta nella caserma “Cavalleri” di San Giorgio a Cremano (Na) alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Lops, Comandante del 2° Comando delle Forze di Difesa per il Centro, Sud Italia e le Isole. Come disposto dallo Stato Maggiore dell’Esercito, il generale di Divisione Vincenzo Santo, a breve, assumerà l’incarico di Capo di Stato Maggiore delle Forze Operative Terrestri con sede in Verona. Il generale di brigata Rosario Castellano, invece, proviene dall’Italian Force Headquarters (IT-FHQ) di Roma, comando proiettabile del Comando di Vertice Interforze (COI), dove ha ricoperto l’incarico di Comandante. Il Generale di C. A. Vincenzo Lops ha voluto dare atto al Generale di Divisione Vincenzo SANTO che, nei circa 2 anni e mezzo del suo Comando, la Divisione “ACQUI” ha raggiunto livelli Addestrativi e Operativi di assoluta eccellenza, sia a livello Nazionale che Internazionale, unanimamente riconosciuti dai Comandi NATO e dall’Unione Europea (European Military Staff), ove la Divisione è inserita. Il Generale di Divisione Vincenzo SANTO ha voluto ringraziare lo staff del Comando Divisione, nonché il dipendente Reparto Comando e Supporti Tattici “ACQUI” per l’impegno profuso e gli importanti risultati conseguiti. Nell’assumere il Comando della Divisione “ACQUI”, il Generale di Brigata Rosario CASTELLANO si è detto onorato per l’incarico e particolarmente lieto di Comandare una unità così densa di storia.
COMANDO DIVISIONE “ACQUI”
A seguito del mutato scenario operativo, lo Stato Maggiore della Difesa ha iniziato un processo di adeguamento dello strumento militare. In particolare, l'esigenza di far fronte con efficacia e tempestività alle moderne minacce globali - terrorismo, armi di distruzione di massa, instabilità regionali - dove peraltro viene previsto un maggiore coinvolgimento della Comunità Europea, ha suggerito la realizzazione in



seno allo strumento militare italiano di Comandi di contingenza interforze a livello divisionale in grado di assumere in Teatro Operativo il ruolo interforze di “Joint Task Force Headquarters” (IT JTF HQ), o nel caso di impiego europeo European Force Headquarters (EU-FHQ IT). Lo Stato Maggiore della Difesa ha definito che il Comando della Divisione “Acqui” potrà costituire l’ossatura sia del Joint Task Force Headquarters italiano che dell’Europeo Force Headquarters. L’”Acqui” attualmente è chiamata ad operare su tre Linee Operative: NATO/ nazionale / europea. A livello nazionale dipende gerarchicamente dal 2° Comando delle Forze Operative di Difesa di San Giorgio a Cremano, guidato dal generale di Corpo d’Armata Vincenzo Lops, mentre a livello Nato da anni opera e si esercita con il Comando di Reazione Rapida della Nato - Allied Rapid Reaction Corps - ARRC, di stanza in Inghilterra. A livello europeo la “Divisione Acqui” ha svolto negli ultimi anni diverse esercitazioni (nel 2008 la EVROPI, nel 2009 la MILEX, nel 2010 la MOLE PIT e nel 2011 la MILEX) durante le quali gli obiettivi sono stati quelli di affinare le conoscenze del proprio personale sugli aspetti peculiari dell’Unione Europea, quali la Politica Europea di Sicurezza (PESC), la Politica Europea di Difesa (PESD), ed, in particolar modo sui concetti e le procedure per la gestione di una crisi che, nel quadro delle missioni di “Petersberg”, può prevedere anche il ricorso alla forza militare per conseguire la separazione delle parti in conflitto. Il Comando Divisione “Acqui” potrà costituire, per l’ Italia, il nucleo centrale del primo Comando Multinazionale ed Interforze (EU-FHQ) che, oltre al personale dell’Esercito, si avvarrà anche del contributo delle altre Forze Armate e di personale straniero per la costituzione di un Comando Divisionale Nazionale, il tutto con la supervisione dello Stato Maggiore della Difesa e del Comando Operativo di Vertice Interforze di Roma. Le esercitazioni hanno simulato l’intervento della Unione Europea in un ipotetico paese, a seguito di una risoluzione delle Nazioni Unite, per contribuire a stabilizzare la situazione, evitare una ripresa delle ostilità e ripristinare le condizioni di sicurezza. In conclusione, il Comando Divisione “Acqui” è pienamente coinvolto nel processo di modernizzazione e trasformazione delle Forze Armate avviato sulla spinta dei mutati scenari internazionali per rivestire il nuovo ruolo oggi richiesto per una piena interazione anche nel contesto dell’Unione Europea. Tale processo trova il Comando pronto al cambiamento anche grazie alla preparazione acquisita:interoperabilità, multinazionalità, professionalità e adeguatezza dello strumento sono le sfide che la Divisione “Acqui” intende affrontare con la determinazione che contraddistingue i suoi “soldati”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©