Provincia / Caserta

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Don Ciotti: “Contro tutte le mafie dobbiamo fare di più”

Dopo il raid camorristico, assemblea al ristorante di Libera

Grasso: “La politica deve prendersi le sue responsabilità”

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Dopo il raid camorristico, assemblea al ristorante di Libera
07/01/2013, 10:36

SAN CIPRIANO D’AVERSA - Un'assemblea pubblica per dire no alla camorra, ma anche per stimolare le istituzioni e la politica a fare molto di più. Al ristorante-pizzeria Nco, contro la cui porta sono stati esplosi nei giorni scorsi quattro colpi di pistola, ubicato in un vicoletto di San Cipriano d'Aversa, storica roccaforte del clan dei Casalesi, si sono ritrovati non solo le associazioni anticamorra, don Luigi Ciotti ed i referenti di Libera ma anche i familiari di numerose vittime di camorra, tra cui Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo, Gennaro Nuvoletta, fratello del carabiniere ucciso, Massimiliano e Mimma Noviello, figli dell'imprenditore ammazzato da Giuseppe Setola a Castel Volturno, i rappresentanti provinciali delle forze dell'ordine, i responsabili dei sindacati, di Confindustria e Camera di Commercio, e soprattutto tanti cittadini. “Queste manifestazioni - ha affermato Tano Grasso, presidente della Federazione Associazioni Antiracket - servono a far sentire a coloro che valorizzano i beni confiscati, e più in generale agli operatori economici di questo disastrato territorio, la vicinanza dell'opinione pubblica. Al contempo, bisogna ammettere che la camorra casertana è ancora molto forte e radicata, per cui la guardia va tenuta alta e la politica deve prendersi le sue responsabilità”. Per il magistrato Raffaello Magi: “E’ necessario rafforzare le sezioni dei tribunali che si occupano di misure di prevenzione, come sequestri e confische, che sono fondamentali in quanto aggrediscono i beni e le ricchezze accumulate dai clan con gli affari illeciti a prescindere dalle condanne nei processi”. “Il ristorante Nco è un simbolo che va difeso contro gli atti anch'essi simbolici dei camorristi, come i quattro colpi esplosi la notte di Capodanno - afferma Valerio Taglione di Libera - dobbiamo far capire loro che siamo più forti”. L'ultimo appello, prima del saluto finale, lo lancia don Ciotti. “Vanno tutelati i lavoratori delle aziende confiscate, per questo raccoglieremo insieme alla Cgil le firme per la proposta di legge che li riguarda. Dobbiamo fare di più. Sono sicuro che don Peppino (Diana, ndr) ci guarda e ci sostiene dall'alto”.

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di Emilio di Cioccio
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