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Nuove accuse di Froncillo, diversi politici tirati in ballo

Eco4, scontro in aula tra pentito e legali di Cosentino

“Ferraro, Caputo e Fecondo sostenuti dal clan Belforte”

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Eco4, scontro in aula tra pentito e legali di Cosentino
04/06/2013, 10:02

SANTA MARIA CAPUA VETERE - “Boss manager, pronti a votare Pdl, ma anche Pd o Udeur se gli affari lo richiedevano”. Michele Froncillo, ex elemento di punta del clan Belforte di Marcianise, descrive così i fratelli Zagaria, al vertice del cartello dei Casalesi. “Michele e Pasquale Zagaria erano all’avanguardia, mentre noi di Marcianise eravamo più rozzi” dice il pentito in aula, durante l’udienza del processo Eco4, che vede tra gli imputati l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. E rispondendo alle domande del pm della Dda, Alessandro Milita, aggiunge: “In un incontro nel 2001, i Zagaria mi dissero che per risolvere i problemi avevano come riferimento i politici Nicola Cosentino e Gennaro Coronella, ma nel 2005 noi di Marcianise votammo per Nicola Ferraro e Nicola Caputo alle regionali e per Filippo Fecondo per le comunali. Ricordo addirittura un uomo a nostra disposizione, Giuseppe Laudadio, che camminava con la carta di credito di Caputo ed i volantini per le elezioni”. Froncillo, passato dalla parte della giustizia il 9 agosto del 2007, data in cui gli venne notificata un’ordinanza di custodia cautelare mentre si trovava nel carcere di Terni, rivela particolari nuovi di conversazioni che avrebbe avuto con il boss latitante Michele Zagaria, capoclan indiscusso fino alla sua cattura nel 2011. Durante quei colloqui sarebbe spuntato il nome di Cosentino che, stando alla versione del pentito, si sarebbe attivato per far ottenere il certificato antimafia dalla Prefettura ad una ditta impegnata nel riqualificare il sistema fognario di Marcianise. Un appalto da 15 milioni di euro, circa. E avrebbe agito, anche per far spostare Giuseppe Russo, alias o’ padrino, cognato dello stesso Cosentino, nel carcere di San Gimignano, istituto di pena meno duro di altri. Froncillo specifica anche “di non aver mai fatto campagna elettorale per Cosentino” ma le sue dichiarazioni fanno comunque infuriare gli avvocati di quest’ultimo, Agostino De Caro e Stefano Montone. “E’ la prima volta che lei ne parla, non ne ha mai fatto cenno neanche durante i primi 180 giorni di collaborazione” dicono i legali che, in sede di controesame puntano a dimostrare la scarsa attendibilità del pentito; “ne aveva già parlato genericamente” ribatte il pm. Intanto, i politici tirati in ballo dal pentito hanno annunciato azioni legali "a tutela della loro immagini e del loro buon nome".

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di Emilio di Cioccio
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