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Bordate ai partiti tradizionali per la scelta dei candidati

Elezioni, Grillo a Caserta con il suo “Tsunami tour”

“Cosentino è scappato con le liste? Sarà con Corona”

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Elezioni, Grillo a Caserta con il suo “Tsunami tour”
23/01/2013, 11:20

CASERTA - “Cosentino è scappato con le liste? Sarà con Corona”. Il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo apre subito la tappa casertana del suo 'Tsunami Tour' con un attacco all’ex sottosegretario all’Economia e alla classe politica, che “si sta sgretolando grazie alla nostra onda. Il Pd ne ha dovuti cancellare 14 dalle liste per evitare il nostro tsunami”, aggiunge il comico genovese, che non risparmia neanche Rutelli. “Ha detto che vuole prendersi un anno sabbatico per riposarsi. Ma cosa devi riposarti? E’ una vita che ti riposi”. Grillo torna poi sull’attualità per parlare di un Paese “strano”, nel quale “devo apprendere da Vespa - dice - che siamo entrati in guerra. Ci fregano dicendoci che quella in Mali è una missione di pace, mentre andiamo a bombardare i Tuareg del Mali per prendere il manganese”. E ancora: ironizza sulla possibilità di non votare il Movimento. “Non so chi voto - scherza - se non si fosse ritirato Moggi, avrei votato lui”. Ma è soprattutto sulla politica e sulle liste presentate dai partiti che Grillo si sofferma particolarmente: “I partiti stanno capendo che non devono candidare certa gente. Milioni di persone li stanno perseguitando per strada e sul web: è come un castello di carte che sta venendo giù”. “Il Centro non c’è più – rincara la dose il leader del Movimento 5 Stelle - non ci sono più i partiti. Scajola non c’è più anche per via di questa pressione che stanno ricevendo dall’esterno. Mentre gli altri partiti mettono in lista qualche persona perbene come foglie di fico, noi candidiamo persone che vengono dalla strada. Noi non candidiamo magistrati, figli di magistrati, attori, campioni di canoa, né donne tutte rifatte. Bensì da noi troverete tante donne che lavorano e hanno famiglia, che sono straordinarie italiane”. Infine non poteva mancare un accenno alla città che lo ospitava, Caserta appunto: “Dobbiamo risollevare questa terra, ora siamo davanti alla Reggia che non ha nulla da invidiare a Versailles”.

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di Emilio di Cioccio
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