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La Campania sceglierà la strada moderna dello smaltimento

Emergenza rifiuti, il piano Caldoro per uscire dalla crisi

In funzione altri 3 termovalorizzatori oltre Acerra

Emergenza rifiuti, il piano Caldoro per uscire dalla crisi
28/03/2011, 21:03

NAPOLI – Le immagini dei sacchetti di immondizia accumulati lungo le strade della città vengono ormai rilanciate da tutte le televisioni, con il caldo che minaccia di peggiorare ancora di più la situazione. All’assessore dell’Igiene Urbana, Paolo Giacomelli, che si è detto preoccupato della crisi, ha risposto Caldoro, dicendo che di tale emergenza è opportuno parlarne in sedi appropriate, ai tavoli istituzionali. E così è stato. Nella sala giunta della Regione Campania, infatti, oggi è stato presentato il piano che dovrebbe togliere le milleseicento tonnellate di rifiuti che intasano le vie della città partenopea. Trentasei mesi per uscire dalla crisi, tre anni insomma. In che modo? Con la riduzione dei quantitativi prodotti, differenziata al 50 per cento in tutti i comuni della Campania, con l’eventuale nomina dei commissari ad acta nei circa 200 centri che sono ancora al di sotto della soglia del 35 per cento e con un’impiantistica diversificata: prevede questi punti la “ricetta” della giunta Caldoro, che intende riportare la Campania alla normalità nella gestione del ciclo dei rifiuti. Una crisi, quella dei rifiuti nel napoletano, che dura ormai da troppo tempo e che, secondo il presidente della giunta regionale della Campania, dipenderebbe dal fatto che due discariche su quattro, nello specifico Chiaiano e Sant’Arcangelo, o sono chiuse o accolgono solo pochissimi rifiuti. La Campania, è stato detto oggi nella presentazione del piano, non dovrà più dipendere dal fragile sistema delle discariche, scegliendo invece la strada moderna dello smaltimento che, attraverso la lavorazione negli impianti, produce reddito. Per il futuro si punterà, dunque, su altri tre termovalorizzatori oltre a quello di Acerra. I termovalorizzatori saranno realizzati, così come previsto, a Napoli-Est e a Salerno. Un altro impianto verrà realizzato nel Giuglianese per bruciare le ecoballe che sono state stoccate nel corso degli anni a Taverna del Re. Poi è prevista la realizzazione di un gassificatore, capace di trattare 80mila tonnellate di spazzatura. Intanto, la crisi di Napoli suscita polemiche. Le altre province della Campania (che hanno raggiunto un equilibrio anche trasferendo ad Acerra per la combustione la frazione secca; operazione che serve a svuotare i depositi) non vogliono sentire affatto parlare di “provincializzazione”, ovvero di individuare nelle altre province discariche a servizio di Napoli.Gli industriali chiedono interventi tempestivi e risolutivi denunciando che “la situazione di costante emergenza rifiuti che caratterizza l’area napoletana rischia di provocare ulteriori danni all’immagine della città e in particolare alle attività turistiche, con esiti devastanti per un’economia locale già in affanno”.

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di Antonio Formisano
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