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Presente il Procuratore della Dda Giandomenico Lepore

Ercolano: al Mav si discute di associazionismo antiracket


Ercolano: al Mav si discute di associazionismo antiracket
15/07/2010, 16:07

ERCOLANO – Si è svolto questa mattina al Mav, il museo archeologico virtuale di Ercolano, un incontro pubblico sul tema “Il valore dell’esperienza dell’associazionismo antiracket”.
Presenti il Procuratore capo della direzione distrettuale antimafia di Napoli, Giandomenico Lepore; il sindaco della città degli scavi, Vincenzo Strazzullo Raffaella Ottaviano, presidente dell’associazione antiracket di Ercolano; Silvana Fucito, responsabile del coordinamento napoletano associazioni antiracket; Nino Daniele, presidente del costituendo Centro di formazione della Fai;  Tano Grasso, presidente onorario della Fai e Giacomo Di Gennaro, docente di sociologia all’università Federico II. Alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine, carabinieri, polizia e guardia di finanza, che operano sul territorio vesuviano, si è, dunque, fatto il punto, del lavoro svolto negli ultimi mesi dalle associazioni antiracket che, in molti casi, hanno dato un contributo determinante per arresti eccellenti e nella lotta alla criminalità organizzata.
“Oggi sono qui –ha spiegato il Procuratore Lepore-  per stare vicino alla gente. D’altra parte io sono un fautore dell’associazionismo antiracket come lotta alla camorra. Da soli non si vince, uniti invece si. Il messaggio che lancio oggi è che bisogna avere fiducia nelle istituzioni, nelle forze dell’ordine e nella magistratura. Abbiamo, infatti, dato prova che quando ci permettono di intervenire, lo facciamo e anche in maniera adeguata ed efficace”.
Silvana Fucito, imprenditrice simbolo della lotta al racket si dice soddisfatta dei risultati raggiunti ad Ercolano. “La cosa da fare adesso nella città di Ercolano– spiega la Fucito- è di mantenere le posizioni raggiunte. Ormai la strada è stata avviata. Adesso devono essere i cittadini che ancora non hanno trovato il coraggio di denunciare ad essere spronati da quello che di buono abbiamo fatto”

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di Elisa Scarfogliero
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