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Pugno duro della Direzione distrettuale antimafia

Ercolano, chiesti 4 secoli di carcere per i boss dei clan


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Ercolano, chiesti 4 secoli di carcere per i boss dei clan
14/04/2010, 16:04

ERCOLANO – Quattro secoli di carcere per i boss dei clan di ercolano.
E’ questa la pesante richiesta della Direzione distrettuale antimafia nei confronti dei capi delle organizzazioni criminali della città degli scavi, i Iacomino-Birra e gli Ascione –Papale, arrestati grazie al blitz “Reset” del giugno del 2007 e accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti.
La richiesta è stata presentata davanti alla terza assise del Tribunale di Napoli presieduta dal presidente Alfredo Fino. Mano pesante della Procura per i fiancheggiatori dei Iacomino Birra. 30 anni sono stati, infatti, chiesti per Giacomo Zeno, fratello di Stefano. Stessa richiesta anche per Ciro giuliano e Lorenzo Fioto. Come pure per Enrichetta Corda, una delle tante donne coinvolte nell’operazione “Reset” che, tra l’altro, portò alla luce il ruolo di primo piano dell’universo femminile negli affari illeciti nella città di Ercolano.Per tutti gli altri le richieste di condanna vanno dai cinque ai 17 anni.
Stesso trattamento la Dda lo ha riservato per il clan Ascione-Papale. Il massimo della pena, 30 anni, è stato chiesto per pasquale Grazioli, Salvatore Pugliese, Giovanna Cozzolino e per Rita e Antonietta Colato.
Oltre ai boss e ai gregari dei clan di Ercolano, sono finiti a processo anche due esponenti del clan “Alberto” di barra che, secondo le accuse dei pentiti,avevano rapporti con i Iacomino-Birra, in particolare per il redditizio business del traffico di droga.
Intanto ha preso già il via il processo di appello per gli affiliati ai due clan ercolanesi che hanno scelto, nel corso dell’udienza preliminare, di essere giudicati col rito abbreviato

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di Elisa Scarfogliero
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