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Ercolano, Pd e Idv: "Puntiamo al rilancio concreto della città"

Dichiarazione congiunta per l'approvazione del bilancio

Ercolano, Pd e Idv: 'Puntiamo al rilancio concreto della città'
15/06/2011, 16:06

 In occasione dell'approvazione del Bilancio di Previsione 2011, i consiglieri comunali Ciro Buonajuto del Partito Democratico e Giampiero Perna dell'Italia dei Valori, diffondono una nota stampa:

Cari concittadini, premesso che non ci interessa parlare di schieramenti e nemmeno dare pagelle né al Sindaco e né alla Sua giunta. Vorremmo esprimere solo una preoccupazione e lanciare delle proposte fattibili in occasione dell’approvazione del Bilancio di Previsione 2011, per un rilancio concreto della nostra città.

C'è disagio, crescente disagio: tra la gente, ma anche tra chi ha accettato di impegnarsi nei consigli comunali, Il Bilancio che rappresentato l’unico atto concreto di indirizzo politico della città non può e non deve essere uno strumento per autoreferenziare la politica, ma è necessario cogliere nell’ottica di un riformismo civile una giusta distribuzione delle seppur poche risorse a disposizione.

Sarebbe bene capire il perché. E cercare correttivi e vie d'uscita. Perché se non c'è da illudersi che la partecipazione possa toccare la totalità, neppure è accettabile che si guardi in modo cinico al diffondersi del disinteresse, della repulsa, della delusione politica, del disimpegno.

Se questo poi accade anche in una città come Ercolano, il fatto assume aspetti ulteriormente inquietanti.

Per questo avvertiamo la necessità di dare alcune testimonianze. Per cercare di capire. Per sollecitare una riflessione comune. Per trovare strade nuove. Perché se la democrazia è un valore, e lo è, non possiamo rassegnarci al disimpegno, né al fatto che le scelte siano fatte dai soliti pochi, sempre più pochi, o magari da quelli che hanno il palato e stomaco corrazzati, o interessi da difendere. Ed è bene parlarne.

Oggi il ruolo del consigliere è piuttosto limitato, ed è la legge a stabilirlo: non è questione di impegno personale, ma sono le nuove norme che regolano la vita dei comuni. Paradossalmente si potrebbe dire che i consiglieri di maggioranza hanno un potere ancor più limitato; almeno l'opposizione ha l'arma della “critica".

Nei comuni fare politica significa mettersi al servizio della popolazione, cercare di capirla e di interpretare nel miglior modo possibile i suoi desideri ed aspirazioni. Non è cosa impossibile; proprio nei centri la democrazia è un termine compiuto e mai privo di significato perché il contatto fra gente e amministratori è personale, diretto, sincero.

Ma allora, come mai c'è grande disaffezione verso la politica pratica? Perché sempre meno persone, sempre meno giovani, si dedicano a questa attività verso i problemi reali della gente, capace di poter osservare i mutamenti, le tensioni e le contraddizioni della società civile?

Come accade per ogni ideale, il suo trasferimento su un piano materiale rischia di corromperlo e renderlo inaccettabile agli occhi dei più onesti. Dopo tanti anni la politica è diventata un ideale caduto nel buio profondo del materialismo moderno: il materialismo dei partiti più inconsistenti della burocrazia sempre più assurda, degli interessi economici sempre più prioritari, dello scontro sulle regole del gioco sempre più aspro.

A livelli inferiori, il dibattito che svilisce la politica delle alte sfere e la sottrae dall'autentico significato di "servizio" è ridotto, attutito, ma comunque onnipresente.

Per chi ha un sentimento di appartenenza ad un popolo, per chi è profondamente legato ad un territorio, i giochi di potere e le ambizioni personali sono come continue pugnalate ai fianchi, tali da allontanarlo da qualsiasi incarico di responsabilità nell'amministrare la cosa pubblica.

Non ci sarebbe molto altro da aggiungere tranne una cosa, a nostro avviso fondamentale: durante tutto il mandato di consigliere non ti abbandona mai quella forte sensazione di impotenza. Impotenza di fronte ai problemi incancreniti da decenni, impotenza di fronte alla macchina amministrativa comunale, la cui lentezza ed "incertezza" avvilisce anche il più paziente ed il più ottimista.

E le soddisfazioni? Quelle ci sono, ma rare e dosate con il contagocce. La spinta a continuare deriva dal fascino che rappresenta il ricoprire un incarico pubblico, essere ai vertici di una comunità e condividerne globalmente le sorti. Questo senso di comunanza con i problemi, le gioie, le aspirazioni di un popolo sono la linfa vitale per colui che intende fare della politica il suo passatempo preferito o, ancora di più, la sua professione. Se invece, contrariamente, qualcuno nella politica volesse ricercare una occasione di personale profitto, paradossalmente la motivazione a continuare si farebbe ancora più consistente. In poche parole questo vuol significare che la figura del veterano della politica, colui che si è votato interamente ad essa, oscilla armonicamente fra due tipologie limite: da chi è animato da un'autentica passione a chi riesce a trarne una occasione di guadagno, ritenuto legittimo, come per qualsiasi altra attività lavorativa.

Quindi, la nostra passione e la comunanza con i nostri concittadini assorti da numerosi problemi, ci spinge a tentare di dare uno “scossone” alla situazione politica attuale proponendo di inserire delle progettualità realistiche, in occasione della imminente approvazione del Bilancio Preventivo 2011 del Comune di Ercolano.

Nella fattispecie:

  1. Realizzazione di una rete Wi Fi e accessibile gratuitamente agli studenti. La copertura dovrebbe prevedere innanzitutto le scuole, poi le abitazioni degli studenti. Realizzare una rete Wi Fi non ha costi enormi. Ampliando la copertura sul territorio si potrebbero dotare i dipendenti del comune di telefoni Wi Fi e risparmiare sulle bollette telefoniche delle utenze mobili pagate dal comune.

La rete disponibile potrebbe essere proposta anche a coloro che non sono studenti, purché residenti, con prezzi vantaggiosi rispetto al mercato e in questo modo si potrebbe contribuire al pagamento. L'infrastruttura di ogni ripetitore costa alcune decine di euro. I proprietari di immobili che fossero disposti ad acquistare ed ospitare un apparato potrebbero avere la connettività gratuita... una rivoluzione!

  1. Rilancio delle attività produttive di Corso Resina, prevedendo una sorta di premialità a coloro i quali intendano aprire una attività commerciale in Corso Resina, con la quale il Comune garantisca agli investitori, un risparmio del 50% sulle tasse comunali per i primi 3 anni di attività, quali TARSU e COSAP e prevedendo un aiuto sul canone di fitto, per un anno, attraverso la corresponsione di un quinto del fitto dei locali oppure sostenere l’aiuto sul pagamento degli interessi passivi sui mutui aziendali nella misura massima dell’1%.

In sostanza chiediamo un segnale di discontinuità nei confronti di una amministrazione deludente, e di una giunta che non è in grado di amministrare con efficacia e trasparenza la città.”

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di Redazione
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