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In manette Angelo Spena, sospeso immediatamente dalla Cgil

Estorsione a imprenditore, arrestato leader casertano Fiom

Avrebbe intascato una tangente dell’importo di 20mila euro

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Estorsione a imprenditore, arrestato leader casertano Fiom
26/01/2013, 10:36

CASERTA - Una tangente di 20mila euro (suddivisa in varie tranche) per ammorbidire lo stato di agitazione dei lavoratori, chiesta da un rappresentante sindacale della Fiom di Caserta ad un imprenditore del settore nautico, con l’azienda in cassa integrazione: queste le accuse mosse dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nei confronti del sindacalista della Fiom Angelo Spena, finito agli arresti domiciliari. Spena, ex segretario provinciale della Fiom, ricopriva la carica di funzionario del sindacato casertano dei metalmeccanici e di componente del direttivo regionale campano della Fiom e della Cgil. Un fulmine a ciel sereno per il sindacato, che lo ha immediatamente sospeso in via cautelativa da ogni incarico, manifestando “piena fiducia nell’operato della magistratura” e chiedendo che “si faccia piena luce al più presto sull’intera vicenda”. L’avvocato del sindacalista, Giuseppe Stellato, raggiunto telefonicamente, ha affermato che “tutto verrà chiarito nell’interrogatorio di garanzia a cui Spena sarà sottoposto nei prossimi giorni”. “L’accusa - aggiunge l’avvocato - poggia quasi esclusivamente sulla denuncia della parte offesa”. Le indagini sono state avviate proprio partendo dalla denuncia della presunta vittima, titolare della Manò Marine, azienda con sede a Bagnoli e Gricignano d’Aversa; azienda che il Tribunale di Napoli ha dichiarato fallita il 24 ottobre scorso. L’imprenditore si è presentato il 25 settembre scorso al commissariato di Bagnoli dicendosi disperato per le continue richieste estorsive di Spena. Richieste a cui non poteva più fare fronte. Agli investigatori ha mostrato i numerosi sms inviati dal sindacalista per chiedere il pagamento di una tangente di 5mila euro; il giorno dopo i poliziotti del commissariato di Bagnoli hanno intercettato una telefonata tra i due nella quale Spena chiedeva un incontro urgente per farsi consegnare la somma. Il sindacalista è stato così fermato dalla polizia al termine dell’incontro con l’imprenditore, avvenuto nella zona di Agnano, durante il quale ha intascato una presunta tangente di 3.450 euro. Infine, nel corso della perquisizione nell’abitazione e nell’ufficio di Spena, i poliziotti hanno trovato e sequestrato 16mila euro in contanti, diversi orologi di cospicuo valore, materiale cartaceo e informatico ritenuto interessante, riferibile ai conti bancari di Spena e ai rapporti con alcune società.

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di Emilio di Cioccio
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