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In ginocchio l'area industriale di Torre Annunziata

Fabbriche in crisi, altri 60 operai in cassa integrazione


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Fabbriche in crisi, altri 60 operai in cassa integrazione
23/03/2010, 14:03

TORRE ANNUNZIATA - Il principio fu la Metalfer e la Comes. Poi venne la volta delle Officine Torresi. Ora altre due fabbriche della città di Torre Annunziata sono in crisi. Una crisi economica che sta mangiando il territorio oplontino. In appena tre mesi sono circa duecento gli operai messi in cassa integrazione da cinque aziende cittadine. Un 2010 cominciato nel segno del rosso, il colore dei bilanci aziendali. Al nucleo di 160 operai, che fino ad oggi erano stati messi in mobilità, si aggiungeranno in questa settimana altri sessanta nomi dalle fabbriche Catwok e ICMS. Trenta operai a testa in cassa integrazione, decisione presa per fronteggiare il forte calo di commesse. La ICMS, fabbrica di motori, aveva già negli scorsi mesi segnalato la grave crisi di ordinativi. Il gravoso calo nelle vendite e il bilancio sempre più negativo erano il preludio automatico ad una situazione economica non più sopportabile. Così, l’azienda oplontina aveva provato l’ultima carta. Quella di aggrapparsi all’aiuto del Comune, di cui fa parte anche lo stesso proprietario della ICMS, Angelo Stanzione, attuale consigliere comunale. Ma la richiesta è caduta nel vuoto. L’imprenditore torrese ha pertanto attivato fin da subito gli ammortizzatori sociali per trenta dipendenti.
Una scelta che potrebbe ben presto essere intrapresa anche dalla Catwok, azienda di meccanica di precisione nata appena sei anni fa. I vertici hanno chiesto ufficialmente la convocazione di un tavolo per usufruire degli ammortizzatori sociali. Un modo per riprendere a respirare dopo i continui affanni economici degli ultimi mesi. Anche qui, gli operai coinvolti dovrebbero numericamente avvicinarsi alla trentina. Il loro futuro si saprà solo a fine settimana. Quello della città torrese, prima dell’estate. Quando, con tutta probabilità, il comune di Torre Annunziata sarà finalmente costretto rimboccarsi le maniche e cominciare seriamente a lavorare per risollevare la zona industriale cittadina.

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di Salvatore Formisano
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