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Depositate le motivazioni della Corte di Cassazione

Fabozzi, cade anche l’accusa per turbativa d’asta

Villa Literno, dichiarazioni dei pentiti inattendibili

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Fabozzi, cade anche l’accusa per turbativa d’asta
14/02/2013, 10:21

VILLA LITERNO - Nessun indizio di colpevolezza e dichiarazioni dei pentiti inattendibili. Questa la sentenza della Cassazione che ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare per presunta turbativa d’asta a carico di Enrico Fabozzi, ex sindaco di Villa Literno, attuale consigliere regionale. I giudici della Suprema Corte, quinta sezione penale, hanno accolto in toto il ricorso presentato dagli avvocati. L’ordinanza, emessa dal Tribunale di Napoli il 29 novembre 2011, riguardava l’espletamento della gara di appalto, per un importo di circa 13 milioni di euro, per i lavori di riqualificazione urbana ai tempi in cui Fabozzi era sindaco di Villa Literno. Accogliendo i rilievi dei legali del consigliere regionale, la Cassazione ha sentenziato che la gara fu svolta nel pieno rispetto delle normative vigenti. Secondo i giudici della Suprema Corte, quindi, l’accusa a Fabozzi di aver pilotato la gara è infondata non essendo suffragata da nessuna prova. In riferimento alle intercettazioni telefoniche, nelle quali l’allora sindaco manifestava soddisfazione per “aver fatto le cose per bene”, i giudici della Cassazione rilevano che tale espressione “ben poteva intendersi come presa d’atto della confermata legittimità dell’iter che l’amministrazione comunale aveva inteso seguire”. La Suprema Corte ha ritenuto, con altrettanta risolutezza, prive di qualsiasi riscontro oggettivo le dichiarazioni dei pentiti. Anche su questo punto i giudici hanno accolto i rilievi dei legali di Fabozzi; tant’è che non è emersa alcuna prova a carico dell’ex sindaco di Villa Literno. I pentiti, infatti, hanno fornito solo dichiarazioni generiche su presunte irregolarità nello svolgimento della gara, ma hanno loro stessi ammesso di non avere elementi per dimostrare in che modo l’affidamento dei lavori sarebbe stato pilotato per favorire una delle fazioni del clan. Il 26 aprile 2012 la Cassazione annullò, anche in quel caso con motivazioni forti, un’altra ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di Fabozzi per presunti reati di concorso esterno in associazione camorristica, corruzione e voto di scambio.

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di Emilio di Cioccio
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