Provincia / Caserta

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Operazione della compagnia di Capua, sette i denunciati

False Hogan, scoperto dalla Gdf un opificio clandestino

Sigilli alla struttura, s’indaga sulla filiera del falso

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False Hogan, scoperto dalla Gdf un opificio clandestino
24/01/2014, 14:49

CAPUA - La compagnia della Guardia di Finanza di Capua, nell’ambito dell’attività di contrasto al dilagante fenomeno della contraffazione, ha scoperto a Saviano, nel napoletano, un opificio adibito all’illecita produzione in serie ed al confezionamento di calzature recanti il noto marchio “Hogan”. La fabbrica era protetta da un apposito sistema di videosorveglianza che, sebbene perfettamente funzionante, non ha impedito ai finanzieri di irrompere all’interno del locale, dove sono stati sorpresi sette cittadini, tutti di nazionalità italiana, intenti alla produzione delle scarpe. All’interno del locale sono stati rinvenuti 17 macchinari tutti in funzione, circa 30mila pezzi tra scarpe finite e pronte per la commercializzazione, tomaie, suole e relativi accessori, tutti recanti marchio contraffatto “Hogan”, nonché due cliché di metallo, anch’essi recanti il falso contrassegno; materiale che avrebbe consentito la produzione in serie di ulteriori calzature della nota griffe. Le fiamme gialle, dopo giorni di appostamenti, pedinamenti ed osservazione nella zona, hanno così smascherato l’illecita attività, la cui struttura era organizzata per gestire l’intera catena di lavorazione delle tomaie e delle suole in gomma, passando all’assemblaggio, per poi ultimare il prodotto con l’apposizione, mediante cliché contraffatti, del marchio Hogan. In tal modo, si ottenevano scarpe identiche a quelle originali, da immettere sul mercato parallelo, provocando così concorrenza sleale, svantaggi economici per le aziende titolari del marchio e, soprattutto, danni ai consumatori, indotti all’acquisto di prodotti falsi. L’attività di controllo è stata estesa anche alle modalità di gestione dello smaltimento degli scarti di lavorazione delle calzature, atteso che le stesse venivano effettuate senza l’osservanza di alcuna disposizione in materia di tutela ambientale. I sette soggetti sorpresi intenti alla lavorazione, tutti originari di paesi dell’hinterland napoletano e casertano sono stati denunciati, a piede libero, alla Procura di Nola. Sono tuttora in corso indagini per ricostruire l’intera filiera del falso, partendo dalle rotte di approvvigionamento della merce fino ad arrivare ai venditori al dettaglio, nonché gli accertamenti patrimoniali per recuperare a tassazione i proventi derivanti dall’illecita attività.

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di Emilio di Cioccio
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