Provincia / Caserta

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Fondamentale, ai fini delle indagini, l’apporto dei pentiti

Fece uccidere amante della moglie, arrestato dopo 23 anni

La Dda: “Fu un delitto d’onore per l’intero clan Belforte”

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Fece uccidere amante della moglie, arrestato dopo 23 anni
31/07/2013, 11:34

MADDALONI - Fece uccidere l’amante della moglie che aveva offeso il clan dei Belforte. In manette Angelo De Matteo, accusato di omicidio volontario, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, aggravati dalla finalità di agevolare le attività del sodalizio criminale di appartenenza. Il provvedimento restrittivo costituisce l’epilogo di un’indagine attraverso la quale è stato possibile acquisire gravi elementi di colpevolezza a carico dell’indagato, in relazione a un omicidio di chiaro stampo camorristico, commesso a Maddaloni alla fine degli anni ’90. Le risultanze investigative hanno permesso di ricostruire l’intera vicenda delittuosa, sia nelle modalità di esecuzione sia nelle motivazioni che ne sono all’origine, da ricondurre ad una relazione sentimentale intrattenuta dalla vittima con la moglie di De Matteo, ritenuto affiliato al gruppo camorristico dei Belforte, fazione maddalonese. In particolare, le investigazioni hanno appurato che la relazione extraconiugale, oltre a costituire un personale affronto per De Matteo, rappresentava - stante la notorietà sia del legame sentimentale sia dell’appartenenza di De Matteo al clan Belforte - un’offesa intollerabile da punire, quindi, con la morte. Le iniziali attività investigative, trovando notevoli limiti nel muro di omertà, non erano potute andare al di là di ipotesi. Solo a distanza di tanti anni, con il contributo fondamentale delle dichiarazioni di alcuni pentiti, si è potuta ricostruire la vicenda nei termini esposti nella motivazione della misura cautelare emessa dal gip. Il giudice ha anche disposto il sequestro preventivo di due autovetture nella disponibilità della moglie e del cognato di De Matteo.

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di Emilio di Cioccio
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