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Festa a Procida per i marittimi della Savina Caylyn


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Festa a Procida per i marittimi della Savina Caylyn
30/01/2012, 09:01

A diciannove giorni dal loro ritorno a casa, i marittimi procidani tenuti sotto sequestro per mesi sulle navi “Savina Caylyn” e “Rosalia D’Amato” hanno voluto pubblicamente ringraziare il generoso popolo di Procida per la grande mobilitazione messa in atto durante il loro lungo e duro periodo di prigionia patito in Somalia. E così le migliaia di procidani che nei mesi scorsi a Procida, a Napoli e a Roma avevano dato vita con coraggio e con orgoglio ad imponenti e incisive manifestazioni di protesta popolare per chiedere l’immediata liberazione di Giuseppe, Enzo, Gennaro e Vincenzo, si sono ritrovati in piazza per una grande festa. Il protagonista della serata, e non poteva essere diversamente, è stato senz’altro il Comandante della “Savina Caylyn” Giuseppe Lubrano Lavadera il quale, dichiarando che nei sui undici mesi di prigionia sentiva forte il dovere di riportare a casa sani e salvi gli uomini del suo equipaggio, ha dimostrato di essere un vero e proprio eroe dei giorni nostri e un comandante coraggioso di cui può andare fiera l’intera marineria italiana. Toccanti sono state le affermazioni di Giuseppe quando sul palco ha raccontato delle telefonate fatte alla famiglia durante gli undici mesi di sequestro e in cui la figlia piccola gli chiedeva quando tornasse. Tutti gli intervenuti hanno sottolineato la propria gioia per la liberazione degli equipaggi della “Savina Caylyn” e della “Rosalia D’Amato” mentre il Sindaco Vincenzo Capezzuto ha letto una lettera in cui ha ripercorso le fasi salienti della drammatica vicenda. Uno dei momenti più commoventi l’hanno regalato senza ombra di dubbio i bambini di Procida, il futuro di quest’Isola, quando hanno intonato la canzone “We are the word”. Anche questa sera con la sua massiccia presenza in piazza, i cittadini di Procida hanno dimostrato di conservare intatto il senso di comunità dove trovano fortunatamente ancora spazio i valori come l'umanità e la solidarietà ormai estintisi nell'attuale società del consumismo sfrenato. E la grossa e succulenta torta offerta a tutti, rappresentava senz’altro un pezzo del grande cuore di questo popolo.

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di Redazione
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