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Freebacoli denuncia: a Bacoli non esiste alcun “Piano di Evacuazione” ufficiale


Freebacoli denuncia: a Bacoli non esiste alcun “Piano di Evacuazione” ufficiale
15/03/2011, 10:03

Paura di bradisismo, terremoti o di eruzioni improvvise? Avete difficoltà a pensare come i cittadini dell’area flegrea, dinanzi ad una possibile calamità naturale, possano riuscire a fuggire attraverso apposite vie di fuga?  Un consiglio spassionato per i residenti del Comune di Bacoli, e di riflesso anche di Monte di Procida.  Non vi scervellate più di tanto. A Bacoli non esiste alcun “Piano di Evacuazione” ufficiale. Sembrerà assurdo e forse inverosimile ma purtroppo la città flegrea, già ricca di problemi e di carenze di ogni tipo, deve fare i conti anche con la mancanza di un apposito piano di evacuazione.

Sembravano a dir poco sproporzionate le dichiarazione proferite poche settimane fa dal generale Francesco Bianco, direttore della scuola di protezione civile che, al quotidiano “Il Mattino”, asseriva: “Nonostante ci sia l’obbligo di redigere e aggiornare il piano comunale di protezione civile, Pozzuoli e Bacoli, come del resto molti altri Comuni campani, ne sono del tutto sprovvisti. Noi abbiamo fatto il possibile per limitare i rischi allestendo corsi di formazione per i volontari, ma il compito tocca ai Comuni, come ha indicato anche l’assessore regionale alla Protezione civile Edoardo Cosenza”.

Monito inascoltato dalle amministrazioni succedutesi alla guida del paese flegreo che, anziché recepire con giusta attenzione la denuncia del generale, restano ancora inerti ed impassibili dinanzi ad una condizione di emergenza determinata dal rischio perpetuo di eventi bradisismici per i quali, anziché attendere stragi certe, sarebbe opportuno lavorare per cercare quantomeno di prevenire ed informare il popolo che si rappresenta.

Ma sulla questione, invece, regna sovrano un colpevole silenzio. Uniche reazioni, al momento, sono soltanto le velate polemiche di chi, senza mai assumersi alcuna responsabilità, scarica le colpe ad uffici diversi, a governi passati, ad enti disparati.

“A livello comunale, ci si aspetta di arrivare a un dettaglio esaustivo, cioè non ulteriormente approfondibile, delle procedure che consentano al gestore dell' ipotetica emergenza di avere con un colpo d'occhio il quadro della possibile ampiezza del disastro, della popolazione coinvolta, di conoscere le vie di fuga e così via: con uno scenario di rischio a cui possono corrispondere diverse tipologie di intervento, scenario che deve essere il più possibile predeterminato. Il concetto chiave della pianificazione di emergenza è: cercare di prevedere tutto, ma lasciarsi un margine di flessibilità per "l'assoluto imprevedibile". La procedura deve diventare automatica, ma il modello di risposta all'emergenza deve essere sufficientemente flessibile e snello per affrontare situazioni non previste”, si apprende dal sito della Protezione Civile (Clicca Qui).

E quali sono le responsabilità dell’amministrazione, della giunta e del sindaco? La risposta, esaustiva e sconcertante, arriva dal Comune di Sommo (provincia di Pavia). Paese di 1113 abitanti, il cui Piano Comunale d’Evacuazione esordisce in tal modo: “Uno degli aspetti più delicati della gestione dell’emergenza è senza dubbio legato alla possibilità di dover disporre l’evacuazione della popolazione, che viene disposta con apposite ordinanze di emergenza emanate dal Sindaco (ai sensi dell’art. 38, comma 2 della L. 142/90) o dal Prefetto (sia in funzione surrogatoria del Sindaco ai sensi dell’art. 39 comma 9 della L. 142/90, sia autonomamente in forza dell’art. 19 del R.D. n. 383 del 1934). Le ordinanze sono atti normativi temporanei ed urgenti, emanati per fronteggiare un evento imprevedibile per il quale urge la necessità di provvedere immediatamente al fine di evitare un pericolo incombente sulla pubblica incolumità. Hanno natura derogatoria alle leggi vigenti, fatti salvi i principi costituzionali e quelli generali dell’ordinamento giuridico. Obiettivo del piano di evacuazione è quello di fornire il maggior numero di istruzioni e informazioni utili in caso di evacuazione parziale o totale della popolazione del comune di Sommo in caso di alluvione o altri eventi calamitosi (terremoto, crollo di edifici, incendi, incidente ambientale). Il Sindaco ha la responsabilità di informare la popolazione sulle situazioni di pericolo. La popolazione verrà informata tempestivamente e verranno attivate tutte le procedure previste dal Piano di Emergenza Comunale e da questo documento, al fine di assicurare nell’ambito del proprio territorio comunale, il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione stessa. E’ opportuno ricordare che i primi soccorsi alle popolazioni colpite da eventi calamitosi sono dirette e coordinate dal Sindaco, che, sulla base del Piano di Emergenza Comunale attuerà le prime risposte operative avvalendosi di tutte le risorse disponibili, dandone immediata comunicazione al Prefetto. Qualora l’evento calamitoso non possa essere fronteggiato con mezzi e risorse a disposizione del Comune, il Sindaco chiederà l’intervento di altre forze e strutture al Prefetto, che adotterà i provvedimenti di competenza, coordinando gli interventi con quelli del Sindaco. La popolazione interessata, dal momento in cui verrà diramato l’allarme, dovrà adottare tutte le misure di sicurezza consigliate ed attenersi alle regole di evacuazione”. Bacoli invece, che di qui a breve dovrà cominciare a formulare anche un “Piano d’Evacuazione sociale e politica” dal terremoto gestionale garantito dall’epicentro sito al Municipio di via Lungolago, alle richieste circa la presenza di “piani di evacuazioni comunali”, risponde che non c'è un piano ufficiale ma di attenersi alle regole dettate dalla protezione civile in caso di calamità. A cura della redazione d Freebacoli.

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di Redazione
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