Provincia / Salerno

Commenta Stampa

Solo nel 2006 rivelata esistenza della Santa Patrona

Fuenti: dopo 986 anni venerata la Madonna del Buon Consiglio


Fuenti: dopo 986 anni venerata la Madonna del Buon Consiglio
17/04/2011, 10:04

Qui si scrive per fede, di un piccolo scorcio di case chiamato Contrada Fuenti, con circa 150 abitanti, ubicato tra i comuni di Cetara e Vietri sul Mare, noto per la bontà dei suoi limoni (qualità sfusato amalfitano con marchio D.O.C.) e soprattutto per fatti relativi a scempi edilizi e paesaggistici compiuti negli anni 70, riferibili al famoso ecomostro denominato ''il Mostro di Fuenti'', che purtroppo ancora oggi sopravvive, oltre che nella memoria anche nei fatti in tale loco, con altri scempi e colate di cemento legalmente dichiarate ad uso risanamento e bonifica, fortunamente e prontamente bloccate dalla Guardia di Finanza di Salerno, con il sequestro giudiziario dell’area intera, ove insiste un accertato costume criminoso oramai nel tempo consolidato.
Tra poco, da queste parti, il giorno 26 aprile, alle ore 18,30, arriverà il clero di Vietri sul Mare e di Cetara, unitamente al parroco Don Aniello Russo della Parrocchia di San Pietro Apostolo ed alle locali Autorità, per venerare insieme ai fedeli di Fuenti, con passione e devozione, l’icona della Madonna del Buon Consiglio, di fatto Santa Patrona dei devoti di tal luogo sin da tempo immemore, ma sconosciuta ai più per circa 986 anni.
Solo nel mese di Febbraio 2006, ''Fermento'' il mensile  dell’Arcidiocesi di Amalfi e Cava dei Tirreni riferiva della scoperta rivelando l’esistenza della Santa Patrona, grazie alla complessa ricerca iniziata perchè la Santa era miracolosamente apparsa agli occhi di un giovane del posto, Antonio Fiorillo, durante una passeggiata alla ricerca di funghi, nella zona di Fuenti.
Da questa mistica esperienza, il giovane iniziò una meticolosa indagine per individuare l'identità e la provenienza di questa Vergine.
Insieme al suo amico Gennaro Forcellino, riuscì ad individuare la Santa Patrona dei propri avi, la cui icona in marmo, dalla grandezza di un libro aperto, nell’anno 1020 dopo un lungo viaggio, era giunta a Pogerola, nei pressi di Amalfi, trasportata da alcuni pastori di Agerola, che si trovavano in zona a pascolare con le proprie greggi, sotto le pendici del sovrastante Monte Falerio.
Nei fatti, è confermato che l’Icona Mariana, fu rivenuta a Fuenti sulla spiaggia chiamata “d’o Nilo, che è divisa idealmente a metà tra i Comuni di Cetara e Vietri sul Mare.
La leggenda vuole che i pastori facendo una sosta a Pogerola, nel riprendere l’icona, per intraprendere il cammino, restassero interdetti dal marmo che era diventato talmente pesante da non riuscire più a sollevarlo.
E quindi resero partecipe di tale accaduto miracoloso, la popolazione di Pogerola e di Agerola, che decisero di costruire una cappella per conservare e venerare l’icona Mariana, ancora tutt'oggi festeggiata, 15 giorni dopo la Pasqua, con il soprannome “ A Madonna n’ copp Fuont”.
I fatti relativi al ritrovamento dell’Icona e al successivo trasporto a Pogerola, furono svelati anche con l’ausilio di Padre Don Gennaro Schiavo, monaco Benedettino; il quale, spulciando negli antichi e rari manoscritti custoditi presso l’Abbazia Benedettina della S.S. Trinità, dell’antica città di Cava de’ Tirreni, alla quale si ricorda era tanto legato il laico e giusto uomo Giovanni Spadolini, uno dei migliori statisti italiani, apprezzato per la sua profonda cultura d'intellettuale, e la sua passione civica per la storia del nostro paese, e in altri archivi Diocesani della Costa d’Amalfi, si ricostruì così, passo dopo passo, gli accadimenti relativi alle antiche genti di Fuenti.
La figura della Madonna del Buon Consiglio, presente oggi a Fuenti, estratta da una scena più completa dell' antica icona marmorea di incerta fattura e provenienza, sicuramente accostabile, per tecnica impiegata, alla tarda epoca bizantina, è stata riprodotta dal Gran Maestro Francesco Raimondi. Le sfumature cromatiche del colore verde oltremare, adottate dal maestro per realizzare l’opera, affondano le loro radici nei secoli trascorsi, pregnanti di alterne dominazioni ed influenze culturali, ma con grande piacere estetico e nel rispetto della tipica tradizione dei ceramisti del luogo, invece
I decori sono rigorosamente effettuati a mano e su smalti a crudo, riproducendo fedelmente le tecniche pittoriche tipiche della Ceramica Vietrese.



 

Commenta Stampa
di Zaccaria Pappalardo
Riproduzione riservata ©