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Il sindaco Izzo convoca un consiglio comunale aperto

Garigliano, centrale nucleare: lettera aperta alla Sogin

Cellole, Comune preoccupato per il disastro ambientale

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Garigliano, centrale nucleare: lettera aperta alla Sogin
02/01/2013, 11:03

CELLOLE - Il sindaco di Cellole, Aldo Izzo, ha inviato una “lettera aperta” ai responsabili della Sogin, con cui li invita ad indicare, nel giro di trenta giorni, una data utile nella quale potranno garantire la loro presenza al consiglio comunale aperto che si terrà nella cittadina litoranea e che verterà proprio sulla centrale nucleare del Garigliano. Il primo cittadino, infatti, come da accordi presi con il presidente Augusto Verrico, è intenzionato a convocare un'assise pubblica in cui discutere del sito di Maiano "ma tale assemblea deve essere fatta alla presenza dei responsabili della Sogin - ha spiegato - altrimenti non ha alcun senso". Proprio per questo motivo ha inviato loro una lettera, in cui dà loro trenta giorni di tempo entro il quale convocare il consiglio comunale. Contestualmente, Izzo ha inviato anche una lettera all'assessore regionale all'Ambiente Romano delegato, nel corso dell'ultimo tavolo di trasparenza, a recarsi in Procura a nome e per conto di tutti i Comuni interessati dal sito, per chiedere gli atti relativi alla centrale. "Nella lettera inviata a Romano - ha spiegato il primo cittadino di Cellole - ho chiesto di informarmi quando è intenzionato ad andare in Procura, perché vorrei essere presente anche io". Insomma, il sindaco Izzo non ha alcuna intenzione di arrendersi. E’ intenzione di quest’ultimo, si ricorderà, costituirsi parte civile a favore della cittadinanza cellolese nelle indagini in corso presso il sito di Maiano. "La Sogin ci ha assicurato che i lavori di messa in sicurezza della centrale nucleare stanno proseguendo in piena tranquillità e che bisogna stare sereni” ha dichiarato il primo cittadino. Che aggiunge: “La Sogin ha inoltre precisato che le indagini scattate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere riguardano alcuni reati contravvenzionati, ossia delle anomalie, e non delitti come potrebbe essere il danno ambientale. Ma noi non ci sentiamo comunque sereni – conclude Izzo – e vogliamo vederci chiaro al riguardo”.

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di Emilio di Cioccio
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