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La Caritas: 35% della popolazione non mangia

Giugliano, città affamata


Giugliano, città affamata
06/03/2014, 14:33

GIUGLIANO (NA) -

Crisi economica profonda. A Giugliano, comune in provincia di Napoli, ci sono circa 37 mila poveri. Il dato sconcertante è stilato dalla Caritas Diocesana partenopea e si riferisce al dicembre dello scorso anno. Un dato che, sempre secondo gli adetti ai lavori della Caritas, è destinato purtroppo ad aumentare. Si è infatti passati dal 30% di popolazione povera del 2013 al 35% dei primi tre del 2014. “Oltre la metà delle persone che vengono qui da noi tutti i giorni hanno dai 40 ai 60 anni – come spiega Lello Pianese, direttore del Centro Socio-Pastorale “Giovanni Paolo II” di Giugliano – Si tratta di persone che hanno perso il proprio lavoro e che chiedono un pasto caldo per la lro famiglia oppure un pacco di alimenti.” E’ gente disoccupata e che, considerando l’ età, difficilmente riuscirà a trovare un nuovo impiego, “così noi volontari – continua Pianese – mettiamo a disposizione settanta pasti caldi per questa persone.” Il dato allarmante per la Caritas è quello che vede tra invalidi che percepiscono 270 euro al mese, pensionati sociali che ne prendono poco più di 400 e coloro che non hanno alcun reddito. Un numero da capogiro: su 130 mila residenti giuglianesi oltre il 35 % è povero. Ed così che vengono prese d’ assalto le politiche sociali, tra cui la Caritas, appunto. Ci sono anche gli extracomunitari che non hanno nemmeno un posto dove andare a dormire. Il dramma è che la situazione sta collassando anche perché la Caritas deve fare i conti con i bilanci. I costi infatti variano: si va dalla mensa con un una spesa annuale di 25mila euro, al fitto, per poi arrivare alle utenze, alle spese di cancelleria ed agli aiuti economici, il tutto sommato arriva a 49mila euro all’ anno. Sotto la voce “entrate” invece i numeri non sono così alti. Nell’ ultimo anno infatti la Caritas giuglianese ha incassato 12mila euro per la mensa, 17mila sono stati erogati dal Comune per gli anziani e 7 mila sono stati messi a disposizione dal vescovo di Aversa. Ecco la cifra del bilancio: il totale tra “entrate” ed “uscite” è stato un passivo di oltre tredicimila euro.

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di Giovanni Concas
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