Provincia / Caserta

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E’ questa la fotografia del voto in Terra di Lavoro

Grillo esulta, il Pdl torna a vincere ed il Pd arretra

Sono sette i candidati casertani eletti in Parlamento

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Grillo esulta, il Pdl torna a vincere ed il Pd arretra
26/02/2013, 10:06

CASERTA - Il Pdl vince ancora ed il Partito Democratico arretra a scapito soprattutto del Movimento Cinque Stelle. Clamoroso poi il flop di Lista Monti, Udc e Fli. Sono questi i dati più evidenti che emergono dall’analisi del voto in provincia di Caserta. Sette i parlamentari casertani eletti; tra questi il montiano Lucio Romano, di Aversa, che, in extremis, approda al Senato, sulla cui porta, invece, per il riparto dei seggi, si ferma la democratica Lucia Esposito a vantaggio di Sinistra e Libertà. Comunque sia, una rappresentanza più esigua, rispetto al passato, per la provincia di Caserta. Per la coalizione dei democratici, affermazioni per la giornalista Rosaria Capacchione e per l’uscente Pina Picierno. Il centrodestra rielegge Giovanna Petrenga, alla Camera, Vincenzo D’Anna, che dalla Camera però trasloca al Senato, e Carlo Sarro che, al contrario di D’Anna, trasloca dal Senato alla Camera. Vilma Moronese, casalinga 64enne di Santa Maria Capua Vetere, con l’hobby della manifattura, si aggiudica uno scranno a Palazzo Madama con il Movimento Cinque Stelle. Praticamente nulli gli altri partiti, con l’inaspettato flop di Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia che non riesce a sfondare in nessuno dei 104 comuni della provincia di Caserta. Il dato da evidenziare è il successo del Popolo della Libertà in quasi tutti i centri sopra i 15mila abitanti, ad eccezione di San Nicola la Strada dove il Movimento Cinque Stelle è il primo partito, con il 27,14%. Nulla da fare invece per Gianpiero Zinzi, candidato numero 3 della lista Udc alla Camera in Campania 2, che paga la negativa performance del suo partito (fermo al 4,72%). Restano fuori Italo Bocchino, vice presidente nazionale di Futuro e Libertà, ed il deputato uscente nonché eroe di guerra Gianfranco Paglia. Nulla da fare neppure per Fratelli d’Italia, Grande Sud e la Destra e per gli altri partiti.

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di Emilio di Cioccio
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