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Grotte dell'Angelo di Pertosa ora saranno accessibili anche a disabili motori e non udenti


Grotte dell'Angelo di Pertosa ora saranno accessibili anche a disabili motori e non udenti
16/02/2012, 09:02

Una chiusura durata più di un mese che ora volge al termine. Le suggestive Grotte dell’Angelo a Pertosa, settanta chilometri da Salerno, all’estremità settentrionale del Parco Nazionale del Cilento, sono state riaperte al pubblico con nuovi progetti e itinerari, tra cui la realizzazione di quattro piste audio e nuove scenografie luminose, nonché l’abbattimento delle barriere architettoniche per consentire l’accesso ai disabili. Sono le prime grotte al mondo in cui un intero percorso potrà essere visitato da disabili motore mentre ai disabili uditivi verranno consegnati dei palmari interattivi con i quali accederanno a filmati illustrativi in comunicazione non verbale per godere delle affabulazioni e delle notizie tecniche che il pubblico riceve dagli accompagnatori. Dopo essere state le prime grotte a sperimentare l'esperienza delle speleoteatro, con lo spettacolo "L'Inferno di Dante" che dal 2007 ha incrementato il flusso turistico di circa il 20% ogni anno, il sito campano si conferma pionieristico e innovativo, nonostante i suoi 35 milioni di anni.
LE INIZIATIVE – Fra i progetti per coinvolgere un numero crescente di visitatori, i martedì low cost con sconti e agevolazioni per tutto l’anno, la mostra “Insecta, universo a sei zampe” che durerà dal 15 marzo al 15 settembre, e i tour di rafting e speleo-rafting previsti sul fiume Tanagro.
UNA MERAVIGLIA DA 35 MILIONI DI ANNI – Già studiate nell’antichità da Plinio il Vecchio e nel Cinquecento da Leandro Alberti, le Grotte di Pertosa sono il risultato di un incessante lavorio naturale durate oltre 35 milioni di anni. Unico ipogeo al mondo a essere attraversato da un fiume sotterraneo navigabile, il Tanagro, le grotte si incuneano per 3 chilometri sotto il massiccio degli Alburni. Dotate di un innovativo impianto illuminotecnico e scenografico, considerato il primo di questo genere a livello mondiale per un sito speleologico, sono state riconosciute come Geoparco dall’Unesco per la loro bellezza e per le modalità gestionali di efficienza ed ecosostenibilità.

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di Redazione
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