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Le rumorose notti estive

I giochi pirotecnici e il vivere civile


I giochi pirotecnici e il vivere civile
18/08/2010, 10:08

 
      A Torre del Greco, come forse anche in altri comuni dell’area vesuviana, è invalsa, sempre più, la moda di concludere ricorrenze religiose, serate musicali e, finanche, cerimonie private con spettacoli di fuochi d’artificio.
       Confezionare fuochi d’artificio è un’arte antica. Quando sono ben studiati, la giusta quantità e scelta dei sali e delle altre sostanze utilizzate, possono offrire spettacoli di indiscussa bellezza in quanto a colori e a forme esplodenti nei cieli notturni. Nulla, quindi, contro questa tradizione che caratterizza le serate estive nel Napoletano.
       C’è, però, da rilevare un utilizzo di queste forme di spettacolo contrario al buon vivere in una comunità civile. Perché, ci si chiede, i fuochi devono essere esplosi, con il loro gran fragore, in orario notturno, dopo la mezzanotte? Coloro che, a vario titolo, adoperano questo intrattenimento popolare, potrebbero – se dotati di senso civico – anticipare alle 23,00 – la chiusura di ogni manifestazione, dando così la possibilità agli ammalati di riposare e ai lavoratori del giorno dopo di dormire. Diversamente, i sindaci potrebbero rimediare con un’apposita ordinanza.
         Il 15 agosto scorso, giorno dell’Assunzione di Maria Vergine, di fuochi se ne sono sentiti tanti per tutto il giorno. Ebbene, è bello poter festeggiare con un po’ d’allegria la ricorrenza dell’Assunta, ma se poi si esagera con gli spettacoli pirotecnici perduranti oltre 20 minuti, nel cuore della notte, allora la fede nella Madonna non c’entra più: si tratta solamente di inciviltà.      

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di Rossella Saluzzo
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