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LSU Dance, è musica

Il ballo dell'estate arriva dai comunali di Pozzuoli


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Il ballo dell'estate arriva dai comunali di Pozzuoli
22/08/2010, 18:08

POZZUOLI - Chissà se Carosone poteva immaginarlo nel lontano 1956 che la sua “Tu vuo fa l’americano” sarebbe stata oggetto di remix, e base per il ballo dell’estate. Lo abbiamo cercato sulle spiagge, nei locali più in, ma per trovarlo ancora una volta c’è stato bisogno del web.
È la “LSU Dance” di Pozzuoli, comune in provincia di Napoli. I Lavoratori Socialmente Utili, le cui iniziali danno vita alla sigla che accompagna la danza, in un orario si immagina non di servizio, hanno dato libero sfogo alla propria voglia di ballare.
Indicazioni ben precise invitano alcuni a spostarsi, altri a posizionarsi. Si ride, si scherza, ma soprattutto si balla, con movimenti ben precisi, a ritmo.
Molti indossano ancora gli abiti del lavoro, dei pantaloni alla cui base ci sono delle strisce catarifrangenti. Avranno forse da poco finito il proprio turno?
Ad intervalli si ascolta una voce, quella del “cameraman” che avvisa: “Vi metto su internét, questi sono i comunali che prendono lo straordinario, guardateli bene”. Ed ecco che il titolo della canzone che fa da base per la discoteca all'aperto improvvisata, potrebbe già cambiare e diventare "Tu vuo fa o comunale".
E su internet li ha fatti davvero surfare, l’amico degli LSU munito di videocamera, che con dovizia ha ripreso i vari particolari e battute, oltre i volti dei presenti.
Tra questi anche un sindacalista, che non si concede alcuna danza, col cui nome è stato intitolato uno dei due video presenti in rete. In un angolo più isolato un altro lavoratore che mette in ordine la rete per la pesca.
Ora è sulla cresta dell’onda del mare magnum internettiano, la ormai LSU DANCE, che del mito di Carosone - che ha fatto ballare e cantare tantissime generazioni in oltre cinquant’anni- ne ha creato un ballo trash, e già c’è chi si tappa il naso, guarda e passa, cliccando il video successivo.
Ma loro, i lavoratori socialmente utili, che siamo abituati a vedere troppo spesso in movimenti di agitazione e scioperi per reclamare i “propri diritti”, continuano a divertirsi, e se la ridono, forse, di santa ragione e ballano "Tu vuo fa o comunale", forse aspirando a diventare realmente tali?

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di Elisabetta Froncillo
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