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Crispano. Carlo Esposito domina le primarie del Pd

Il centrosinistra sceglie il "nuovo sindaco"


Il centrosinistra sceglie il 'nuovo sindaco'
16/11/2009, 11:11

CRISPANO - La prossima primavera, dopo la morte prematura del sindaco Raffaele Galante, i cittadini saranno chiamati ad eleggere il nuovo sindaco ed il consiglio comunale. Crispano è un paese con una vocazione storica e consolidata di centrosinistra confermata anche alle ultime primarie del Pd, con un dato bulgaro. Su 1350 votanti, 1150 elettori hanno scelto il capolista dei “Riformisti con Bersani” Carlo Esposito. L’ex sindaco dei Ds, oggi del Pd, è la figura più rappresentativa della coalizione. Ed il risultato conseguito alle primarie del partito di Bersani è la consacrazione definitiva. E’ stato il primo eletto del collegio, con 3101 voti ed una percentuale del 35 per cento. La più alta della provincia, il più votato nella lista di appartenenza.
Carlo Esposito sarà il candidato a sindaco del centrosinistra unito: Pd, Rifondazione comunista, Idv ed alcune sigle civiche che si rivedono nei valori e nel programma della coalizione. “E’ ancora presto per discutere dei nomi - spiega Carlo Esposito -. E’ chiaro che a me fa molto piacere sapere che i cittadini e gli addetti ai lavori ricordano con soddisfazione il mio sindacato. Sono a disposizione del partito e della coalizione, ed in qualsiasi ruolo metterò la mia esperienza ed il mio carisma a disposizione della città. Mancano ancora molti mesi alle Amministrative ed è per questo che da un lato dobbiamo amministrare il Municipio e dall’altro prepararci alla sfida elettorale, consapevoli che i residenti si aspettano tanto e non possono essere traditi. Il paese ha bisogno di un progetto di sviluppo di ampio respiro. Il programma già c’è. E’ quello delle ultime elezioni. Certo, va arricchito, va perfezionato, va migliorato col contributo di forze e partiti che parteciperanno alla coalizione di centrosinistra. Ma la base di partenza è quella. Lavorerò innanzitutto per riunire tutto il centrosinistra. Fatta la coalizione, stilato il progetto e redatto il programma, uscirà il nome del candidato a sindaco”. Esposito non lo può dire. Pure perché non si tratta di un’autocandidatura. E’ la figura più rappresentativa, l’uomo che ha traghettato negli anni scorsi la città da un dissesto finanziario ad un’epoca di sviluppo e progresso. Durante i suoi sette anni e mezzo di governo, il paese era considerato un laboratorio politico ed il fiore all’occhiello della provincia a nord di Napoli. La sfida ambiziosa è proprio questa: ripetere quell’esperienza. Lo vogliono i partiti del centrosinistra. Non hanno alternativa. Ma lo vuole soprattutto la città. “Ogni consiliatura ha una storia a sé - continua Esposito -. Non bisogna vivere di ricordi, ma rimettere insieme le migliori energie, garantendo la massima partecipazione, e ripartire con maggiore grinta, puntato sugli elementi di qualità ed esperienza più giovani di sicuro valore, come l’attuale sindaco facente funzioni, Antonio Barra, e l’assessore alla Trasparenza, Marina Cennamo. Tanto per fare qualche nome. La lista è ancora lunga. Questo per far capire che nel centrosinistra si punta su un graduale ma costante rinnovamento, valorizzando, allo stesso tempo, al massimo, la storia e l’esperienza della classe dirigente che esprimiamo. Un mix vincente per il paese”.
Il centrodestra, invece, è arenato. La lista “Radici”, dopo la sconfitta alle ultime Amministrative, si è dissolta e gli elementi principali sono tutti confluiti nel Popolo delle libertà: Gregorio Imitazione, Renato Di Micco e Michele Emiliano. E proprio quest’ultimo potrebbe essere il candidato a sindaco della coalizione anche se, alla fine, potrebbe prevalere il giovane Michele Gallo, una candidatura autorevole proiettata nel tempo, capace di aggregare e garantire sul serio, sul lungo periodo, una classe dirigente ed un progetto di governo alternativi al centrosinistra. Oggi il centrodestra ha difficoltà a comporre una lista competitiva. Hanno sbagliato per troppi anni candidature e strategie. Ora si leccano le ferite. Ecco perché solo la candidatura di Gallo potrebbe restituire credibilità e fiato ad uno schieramento in ginocchio.

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di Redazione
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