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Il declino dell'Italia.


Il declino dell'Italia.
18/09/2011, 18:09

L’INARRESTABILE DISCESA DELL’ITALIA: DA MEMBRI DEL G7 A PAESE ECONOMICAMENTE DECLASSATO!


 


 

di Raffaele Pirozzi e  Giuseppe Biasco


 


 

Nell’articolo :”Debito pubblico e ricchezza del Paese”, pubblicato su questo giornale nell’Aprile del

2009, scrivevamo:

“Sono arrivati i nuovi dati sul debito pubblico, sulle entrate dello Stato e sulle tendenze del Prodotto Interno Lordo.

Da Febbraio ad Aprile il debito pubblico ha avuto un incremento di 33 miliardi di euro. Passando da 1708 a 1741 Mld di euro, registrando un incremento percentuale del 1,84%.

Se questa tendenza si conferma nel corso di questo anno, senza ulteriore aggravamento, il debito registrerà una crescita del 5,22%, che tradotto in cifra significherà che l’aumento sarà di 94 miliardi di euro. In questo modo la somma totale del nostro debito pubblico supererà la fatidica quota di 1800 miliardi. Purtroppo a questo incremento corrisponde una diminuzione delle entrate pari a circa 4 miliardi e mezzo di euro, che sta facendo scendere velocemente il nostro prodotto interno lordo al di sotto dei 1700 miliardi di euro.

Se non si registreranno ulteriori tracolli, il nostro paese uscirà dai parametri di Maastricht, in riferimento al rapporto tra P.I.L. e debito pubblico, per una quota pari al 5,8%.

Questo significa, nella logica degli accordi che garantiscono la tenuta dell’euro, che per rientrare nei parametri, escludendo una cura drastica ed impossibile, le prossime tre finanziarie del nostro paese partiranno con un handicap di 30 miliardi l’anno da recuperare. Ovvero, in questi mesi ci stiamo giocando i prossimi tre anni, 2010 – 2012, di Bilancio dello Stato. Per ricordare ai nostri lettori alcune vicende recenti, l’ultima finanziaria del governo Prodi, che è stata in vigore per tutto l’anno passato era basata su una manovra di rientro di 18,5 miliardi di euro e fu molto criticata dal centro destra. In soli 4 mesi della vigenza della Legge Finanziaria di Tremonti, il sistema è fuori controllo.

Infatti, mantenendo stabili i tagli alla spesa pubblica già effettuata, bisognerà provvedere a nuovi tagli e sicuramente bisognerà aumentare le tasse per far fronte a questo nuovo e grave indebitamento dello Stato”.

Dalle ultime rilevazioni del’ISTAT e della Banca di Italia, a Settembre il debito pubblico è arrivato alla incredibile cifra di 1911 miliardi di euro! A Giugno era a 1900 miliardi. In 30 mesi, due anni e mezzo, il debito pubblico è aumentato di ben 203 miliardi di euro, pari a 6 miliardi e 760 milioni al mese. Questi numeri non sono una opinione! Sono dati certi, consultabili da tutti e certificati dalle autorità dello Stato preposte alla loro diffusione. Quando si verifica una crescita tanto costante, quanto inarrestabile del debito, significa che c’entra poco la speculazione, mentre il problema è strutturale. Ovvero: la crescita del debito pubblico dipende dalle scelte politiche che il Governo ha fatto sin dall’inizio del suo operato. Oggi, sappiamo che quelle scelte erano sbagliate, perché hanno portato il nostro paese sull’orlo del fallimento economico e finanziario.

Il responsabile di questa politica è Giulio Tremonti, che ricopre le cariche di Ministro del Bilancio, del tesoro e delle Finanze. Poiché sappiamo, dalle interessanti rivelazioni delle conversazioni telefoniche che il nostro Presidente del Consiglio si è ocupato molto poco delle vicende del paese, è necessario trarre delle conclusioni da tutto quello che sta avvenendo. Tremonti e la lega hanno di fatto governato l’economia del nostro paese, attraverso una politica di non rispetto dei parametri dell’euro, nella illusoria speranza che la crisi passasse presto e che la crescita economica del paese attenuasse l’impatto della crescita costante del debito pubblico. Mentre il premier pensava a come organizzarsi le proprie allegre serate con compiacenti giovani, lautamente pagate, il nostro Tremonti, giocava con il fuoco del debito pubblico. Novello apprendista stregone, non aveva considerato che innescati dei meccanismi, senza i necessari controlli e monitoraggi, sarebbero esplose le contraddizioni di un sistema produttivo e finanziario italiano ancora troppo dipendente dalle materie prime da importare e soprattutto dal costo del petrolio e del metano. Bisognerebbe avere più spazio per descrivere in che modo Tremonti ha provocato la crescita costante del debito pubblico. In questa sede basterà solo ricordare le leve con le quali ha operato: Cassa Depositi e prestiti, Equitalia ed Inps, Impdap ed Inail. I soldi sono stati utilizzati a finanziare la cassa integrazione, il salvataggio di AtrOne, Alitalia ed Aeroporti Milanesi, Unicredit, accordo con la Libia di Gheddafi, accordo Eni ed Enel con la Russia di Putin, solo per fare alcuni esempi delle decime di operazioni fatte da privati e sostenute in maniera surrettizia dal Governo, in barba agli accordi europei. La furbizia non basta in economia! Il presuntuoso e saccente Tremonti dei nesi passati, che affermava con sufficienza la solidità economica del nostro paese, è stato sostituito da un depresso e sconsolato ministro, che spiega al nostro paese:”Tutto dipende dalle scelte della Germania!” Il destino della Grecia è nelle mani della Merkele, ma da quelle decisioni dipende anche il nostro futuro. L’Italia, da paese che partecipava alle decisioni economiche del mondo, oggi è ridotta ad aspettare quali saranno le decisioni tedesche in merito alla economia della zona dell’euro. Aspettiamo da mesi che Berlusconi si dimetta, perché non può rappresentare il nostro paese un vecchio satiro ricattato da faccendieri e prostitute. Ma insieme a lui deve andare via Tremonti e tutti i ministri di questo Governo che hanno praticato una politica sbagliata che ha prodotto l’inarrestabile declino del nostro paese. Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, il nostro paese non è mai stato così in basso sia in termini economici che in prestigio politico internazionale. Insomma non contiamo più nulla nel consesso delle nazioni, siamo poco credibili economicamente e il mondo intero ride di noi e del nostro premier scostumato, immorale e volgare. In soli tre anni di governo il centro destra ha provocato danni enormi al paese e sembra che non ci sia modo di fermare questo degrado.


 


 

 
 
 
 

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di Raffaele Pirozzi
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