Provincia / Caserta

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Rivolto agli studenti, a promuoverlo il professore Limone

“Il giurista e l’ordinamento giuridico”, seminario alla Sun

Nell’ambito del dibattito sulla collana “L’Era di Antigone”

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“Il giurista e l’ordinamento giuridico”, seminario alla Sun
25/05/2013, 09:54

SANTA MARIA CAPUA VETERE - E’ stato l’aulario del Dipartimento di Scienze Giuridiche della Seconda Università degli Studi di Napoli, in quel di Santa Maria Capua Vetere, ad ospitare i lavori del secondo seminario dal titolo “Il giurista e l’ordinamento giuridico”. “Il secondo di una lunga serie di seminari - assicura l’organizzatore, il professore Giuseppe Limone - nel corso dei quali analizzeremo attentamente il lavoro svolto dal nostro gruppo di ricerca e fin qui raccolto nella collana di quaderni che abbiamo soprannominato L’Era di Antigone”. Ad introdurre e moderare i lavori lo stesso professore Limone, che è ordinario di Filosofia del Diritto e della Politica presso la Sun, oltre che direttore della collana di cui innanzi. Il dibattito, che è seguito alla presentazione della collana, ha visto coinvolti diversi docenti del Dipartimento e collaboratori della cattedra del professore Limone ma, soprattutto, gli studenti che si sono confrontati sui temi della società contemporanea. Ovvero: equità, certezza, principi, valori, libertà, responsabilità e diritti fondamentali. Che sono poi gli argomenti trattati dal professor Limone nei sette quaderni della collana “L’Era di Antigone” finora pubblicati. “Antigone - ricorda il professore Limone - è il simbolo di chi non si piega, di chi non rinuncia alla sua singolarità. Antigone non combatte solo per il suo diritto di seppellire il fratello, ma per il suo dovere di farlo. Mettere la persona al centro non significa crearle un universo comodo in cui tutte le attrezzature siano alla sua portata, una specie di universo narcisistico. Si tratta invece di mettere al centro la persona dal punto di vista dei diritti e dei doveri, ossia come prospettiva di vita e come responsabilità. Significa in altri termini, - conclude - offrire all’uomo la possibilità di un inizio nuovo a partire dai suoi talenti, dalle sue possibilità, che vanno messe a disposizione di tutti, cioè donate. Proprio per questo, in primo luogo, esse vanno dunque accettate”.

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di Emilio di Cioccio
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