Provincia / Area Flegrea

Commenta Stampa

Il Paese dei Burattini e del (Dis)Onore: Soppressa la Commissione “Mare e Laghi”


Il Paese dei Burattini e del (Dis)Onore: Soppressa la Commissione “Mare e Laghi”
23/02/2011, 17:02

Anche l’ambiente si trasforma in merce di scambio da sottrarre a chi, supportato dalla sconcertante evidenza dei fatti, segnala le problematiche con il sostegno di documenti protocollati e dichiarazioni ufficiali: soppressa la Commissione “Mare e Laghi” del Comune di Bacoli.

E’ arrivata nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale d’inizio febbraio la decisione dell’amministrazione Schiano di sciogliere definitivamente la “commissione temporanea” dedita, secondo quanto previsto dall’apposito Regolamento municipale, ad assolvere “compiti e attribuzioni consultive, propositive o referenti connesse a questioni di carattere particolare o speciale”.

Detto organo, durante l’assise consiliare dell’ agosto 2010, fu costituito a seguito di una mozione da me presentata, e votata all’unanimità, con la quale richiesi “di provvedere all’istituzione di una commissione consiliare dedita all’analisi, ispezione e risoluzione delle numerose problematiche e criticità di carattere ambientale presenti sul territorio della città di Bacoli”.

Un’esigenza improcrastinabile, resasi necessaria anche a causa dell’inconcepibile assenza, tra le commissioni permanenti, di una specifica sull’ “Ambiente”.

In città, d’altronde, si fa a gara per far parte delle Commissioni Edilizie ma, sino allo scorso agosto, non si faceva quasi caso alle criticità ambientali.

Pertanto, giusto per chiarire il concetto, la commissione temporanea doveva rappresentare soltanto il viatico per la costituzione di una specifica Commissione Ambientale Permanente.

La mozione, come già specificato, fu votata all’unanimità e la stessa maggioranza, per volontà del sindaco Schiano, decise, a mia insaputa, di affidarmene la presidenza per via (cito il verbale della delibera) “dell’impegno manifestato per i problemi dell'ambiente”.

All’assise furono poi aggiunti altri quattro componenti: Esposito Giuseppe (Mpa); Luigi Carannante (Pdl); Maria Rodriguez (Fdl) e Carlo Giampaolo (Pd). Tre della maggioranza e due delle minoranze.

A fine agosto la commissione si riuniva per la prima volta e, dando seguito alle modalità con cui già in passato mi ero prodigato “per i problemi dell'ambiente”, cercavo da subito di garantire il principio cardine su cui dovrebbe fondarsi l’intera attività governativa: la trasparenza.

Proponevo ai membri di pubblicizzare le successive sedute della commissione facendo partecipare, come spettatori, anche i cittadini.

Ma i contrasti, come potrà assicurare anche il segretario dell’assise Pietro Carannante, erano da subito evidenti.

“Se viene il pubblico allora è ovvio che poi, più che alla concretezza, si debba badare anche a fare un po’ di teatro”, asseriva un consigliere. “La gente non farebbe altro che rallentare i lavori dell’organo consiliare”, affermava stizzito un altro.

E così, preso atto del parere negativo della commissione, decidevo comunque di attivare i procedimenti atti a pubblicizzare le sedute di assise. D’altronde, come sembra ovvio, l’opinione di consiglieri non può mai contrapporsi all’esplicita volontà del Regolamento delle Commissioni consiliari che, lo si sottolinea per chi fa ancora finta di non sapere, asserisce che le commissioni sono pubbliche. Chiunque può parteciparvi.

Mi premuravo perciò di sollecitare gli organi preposti, tra cui il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale, ad individuare una sala più grande dove riunirsi (tale da ospitare anche i cittadini), di pubblicare sul sito internet del Comune di Bacoli i verbali delle sedute, e di pubblicizzare, almeno online, le date delle riunioni.

Tre proposte a cui seguivano, e nonostante tutto continuano a seguire, tre silenziosi divieti.

Dalla sala giunta, la commissione veniva spostata in una stanza ancor più piccola e, nonostante il regolamento parli chiaro, si continuava a chiudere gli occhi sul sacrosanto diritto dei cittadini a partecipare alle commissioni.

Nonostante ciò continuavo a proporre il mio “impegno per i problemi dell'ambiente”. Per questo mi avevano nominato.

Portavo all’attenzione dell’assise i risultati delle analisi popolari effettuate nell’estate 2009 dal prof. Benedetto De Vivo presso il litorale che da Cuma giunge sino a Miliscola ed in cui si evinse che i valori dei metalli/metalloidi superano i valori tabellari di Legge.

In tale senso De Vivo asserì che per “definire, in modo scientificamente corretto, l’origine antropica (depuratore) oppure naturale (sorgenti termali) delle “contaminazioni” metalliche riscontrate sarebbero state necessarie indagini ben più complete ed esaustive”.

Perciò, all’unanimità, la commissione decideva di spronare l’assessore all’Ambiente per individuare fondi (dai comunali agli europei) atti a realizzare ulteriori analisi conoscitive.

Risposte concrete e messe per iscritto? Nessuna.

Anzi, il metodo adottato dalla commissione cominciava sin da subito a non piacere all’esecutivo.

“Voi dovete risolvere i problemi e non sollevarne altri”, mi si diceva.

Peccato che le commissioni, sempre secondo regolamento, non hanno potere decisionale o deliberativo.

Ma, anche quando propongono, vengono ascoltate con estremo disinteresse.

Inutile, ad esempio, proporre di organizzare una giornata di pulizia delle sponde e dei fondali del lago Miseno, coinvolgendo le associazioni.

Risultato? tante promesse, nessun atto concreto. Forse ci sarebbe stata poca visibilità e non ne valeva la pena.

Come ovviamente erano pari a zero le risposte alle numerose sollecitazioni d’intervento circa lo stato di estremo degrado in cui versavano, ed ancora versano, i laghi Miseno e Fusaro.

Allora, con il supporto della scuola media Paolo di Tarso, del Coordinamento Civico Flegreo e di Legambiente Bacoli proponevo di organizzare “Puliamo il Mondo”. Ma il giorno prima dell’evento, patrocinato anche dal Comune di Bacoli, con cento ragazzi pronti a ripulire i giardini di villa Cerillo, il primo cittadino di Bacoli asseriva che non aveva a disposizione 300 euro per acquistare i kit utili per l’evento e per pagare l’assicurazione in caso di infortuni.

D’altronde, come si è scoperto dopo, in quel periodo le casse comunali servivano per sovvenzionare il buffet per la “Festa della Polizia” tenutasi al Fusaro: 2500 euro.

Altri 2500 ne assicurava, per la felicità dei propri cittadini, il Comune di Monte di Procida.

Dai laghi e dal mare si passava poi, dietro condivisa richiesta amministrativa, a discutere di rifiuti prevedendo due sopralluoghi (e due specifiche riunioni) presso l’ex Macello dei Fondi di Baia ed all’interno della Cooperativa Avino.

L’idea, avanzata dal consigliere Giampaolo e poi condivisa dall’intera commissione, era di prevedere la costituzione di un’isola ecologica all’interno del capannone Avino, abrogando l’opportunità di allestirla in un’area vincolata.

Ma la maggioranza consiliare, nonostante per la componente di centrodestra della commissione era inammissibile prevedere un’isola ecologica nel cuore dei Fondi di Baia, non accettava consigli e attendeva il parere della Soprintendenza per cominciare i lavori all’ex Macello. In più, al secondo sopralluogo, si scopriva che la Cooperativa Avino era stata trasformata in una vera e propria discarica satura di rifiuti speciali, percolato e manchevole di ogni servizio utile per la tutela della salute dei lavoratori. Una realtà terrificante che indusse i consiglieri della commissione “Mare e Laghi” a richiedere l’immediata pulizia dello stabile. Ma dopo 15 giorni, lo stato di cose era addirittura peggiorato.

Conclusioni? La Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etno - antropologici di Napoli e Provincia bacchettava l’amministrazione bacolese e bocciava il progetto dell’isola ecologica ai Fondi di Baia. In più in una successiva seduta di Consiglio Comunale, il Pdl, attraverso le parole di Antonio Carannante (detto Caraone), proponeva di “dare mandato al sindaco di acquistare la struttura Avino e di prevedere al suo interno la creazione di un’isola ecologica”.

Idea originale ed innovativa.

E la Cooperativa Avino? veniva marginalmente ripulita il giorno prima di detto Consiglio Comunale ed un responsabile Asl, entrato nella struttura e chiudendo ben tre occhi su due disponibili, asseriva che “andava tutto bene”.

Ma vi starete chiedendo: Come sarà stato possibile far collimare il pensiero unanime della commissione (e quindi anche dei tre membri della maggioranza) con quanto poi fatto dall’amministrazione? Semplicissimo. I verbali dei due sopralluoghi sopracitati, non sono mai stati approvati. Mai. Perché? Ancor più semplice. I tre consiglieri di maggioranza (Mpa, Pdl e Fdl) hanno disertato le sedute di commissione (ben due consecutive) in cui si prevedeva di approvare i verbali, non permettendo al presidente della stessa (in questo caso io) di aprire la seduta.

Scorrettezza Istituzionale? No, semplicemente sudditanza politica totale a colui per cui si alza la mano in Consiglio.

Ovviamente tali atteggiamenti irrispettosi (e sia chiaro non verso di me, ma verso 55 lavoratori della Flegrea Lavoro e nei confronti della città di Bacoli) venivano segnalati, più volte e sempre per iscritto, al Sindaco ed al Presidente del Consiglio.

Risposte? Nessuna.

Provvedimenti presi? Zero assoluto.

D’altronde sarebbe alquanto difficile redarguire chi è stato prima indotto a disertare le riunioni di commissione. “Rispetto e (dis)Onore” potremmo dire parafrasando illustri autoritarismi passati.

Poi però, dopo il caso Avino, scoppiava quello dell’inquinamento del lago Fusaro, causato dal versamento di acque nere, provenienti dalla rete fognaria di Bacoli, all’interno del bacino lacustre flegreo. I video dello scempio arrivavano su youtube e le denunce sul tavolo del potestà.

Per tal motivo era lo stesso sindaco a riconvocare la commissione “Mare e Laghi” e lì, magicamente, i consiglieri un tempo assenti tornavano in riunione pronti a dare “un contributo”. Tipo, tra gli altri, quello di alzare la mano.

Alla riunione c’era anche Michele Balsamo, coordinatore degli Uffici Tecnici; l’assessore all’Ambiente e tanti altri ancora. Tutto lo squadrone.

Motivo? Attaccare il dissidente perché si era prodigato, presumibilmente troppo, “per i problemi dell'ambiente”, utilizzando metodi “poco istituzionali”.

Ma l’obiettivo primario adesso restava uno ed unico: sciogliere la commissione.

Arrivava così il Consiglio del 4.2.2011 e la maggioranza, terminato il tempo di vita della “Mare e Laghi”, proponeva di sopprimerla.

Adele Schiavo (Pd), allora chiedeva di prorogarla fin quando non se ne fosse creata una permanente (così come votato nell’agosto del 2010). Il centrodestra rifiuta.

Enzo Marotta (Udc), chiedeva di leggere i verbali della commissione. Io d’altro canto e per l’ennesima volta nel corso di un Consiglio Comunale, ricordavo che l’atteggiamento poco istituzionale della maggioranza non aveva permesso di approvarli. Il centrodestra e l’esecutivo tacciono.

Alcuni consiglieri invece, direttamente interessati da tali asserzioni, non conoscendo l’arte della parola, immaginavano di alzare ripetutamente le mani (non potevano farlo concretamente perché nessuno li aveva “attivati”).

Scenario deprimente? Beh, portando avanti un ragionamento d’ampio respiro che coinvolge lo scenario planetario, ricordo che per Aristotele i servi erano degli “istrumenta vocalia” (strumenti che parlano). Oggi, purtroppo, hanno perso la “sonorità”.

Passano pochi minuti e Simone Scotto di Carlo, capogruppo del Pdl Bacoli, decideva di rispondere: “Informo Josi della Ragione che i consiglieri di maggioranza hanno volontariamente disertato le commissioni perché proprio il presidente si ostinava a parlare di temi che attenevano i rifiuti. I temi da trattare erano solo mare e laghi. I rifiuti non c’entrano”.

Peccato però che, ad esempio, proprio le ultime indagini giudiziarie (quelle del percolato nei depuratori) dicano ben altro.

Ah si ho capito. Vi chiedete forse del perché tali consiglieri non abbiano palesato queste difficoltà quattro mesi prima. Non riuscite a comprendere il motivo per cui si attendano quattro mesi per manifestare un malumore e, soprattutto, perché ad esternarlo debba essere una terza persona.

Semplicissimo. Perché le idiozie è bene farle dire ad altri. Così c’è sempre l’attenuante del “ma io non sapevo”.

Scotto di Carlo, almeno così pare, dimenticava dei particolari.

A proporre alla Commissione “Mare e Laghi” di discutere del tema “rifiuti” era stato Renzo Geronazzo (presidente della Flegrea Lavoro nominato dal Pdl). Un’idea interessante che, una volta portata in assise, veniva accettata con giubilo anche da quegli stessi consiglieri che ora, per vie terze, si lamentavano. La proposta, ed è a verbale, veniva approvata all’unanimità. Pensate che alcuni consiglieri, anche col placet del primo cittadino, proponevano addirittura progetti per sensibilizzare la cittadinanza sulla raccolta differenziata.

Perciò si abbia perlomeno la dignità di essere chiari.

Non è che non si doveva parlare di “rifiuti”. Forse non si doveva aprire gli occhi sulla Cooperativa Avino e sul disastro igienico-sanitario ivi presente. Forse bisognava non ricordare ai lavoratori che è a rischio la loro stessa salute.

E ciò, palesemente, è cosa ben diversa.

Ma la storia non ha ancora conosciuto il proprio finale. Difatti la maggioranza, messa alle strette dalle criticità ambientali che esistono sul territorio, votava poi una mozione con cui si proponeva di creare una nuova commissione Ambiente, questa volta permanente, con nuovi membri (carichi di senso istituzionale).

Ma tutto ciò, prima di essere realizzata, deve passare prima per la I Commissione consiliare.

Si deve cambiare ed integrare il Regolamento.

“Che ci vuole! – tuonavano dalla maggioranza – bastano due secondi per integrare o approvare regolamenti. Basta la volontà di farlo”.

Verissimo.

Difatti il regolamento per la pubblicazione delle riprese video del Consiglio Comunale e quello per la regolarizzazione (secondo principi proporzionali previsti dal Tuel) della composizione delle Commissioni, sono fermi nella stessa I Commissione da più di sei mesi.

Ma d’altronde di che ci lamentiamo. Le mini-assise consiliari, carissimi cittadini, sono praticamente ancora “non pubbliche”.

Ultimo quesito: La nuova commissione Ambiente potrà parlare anche dei “rifiuti”?

Dipende. Bisognerà comprendere se qualcuno, in questo mondo di burattini a comando, avrà voglia di parlare finalmente di se stesso.  Così Josi Gerardo Della Ragione, Consigliere Comunale del comune di Bacoli.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©