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Il sindaco Fausto Pepe interviene sull’occupazione di via Episcopio

Prioritaria tutela minori e disponibilità al confronto

Il sindaco Fausto Pepe interviene sull’occupazione di via Episcopio
06/09/2013, 11:39

BENEVENTO – Il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, ha rilasciato stamani la seguente dichiarazione.
“Il Comune di Benevento non è mai stato favorevole ad uno sgombero coatto dei manifestanti di via Episcopio, per diverse ragioni. Tra le altre, l’assenza di uno screening delle esigenze reali dei manifestanti, oltre alla presenza di minori coinvolti nella vicenda.
Il Municipio cittadino, attraverso il lavoro di tante persone, sta provando ad evitare ogni epilogo cruento.
D’altra parte, proprio la presenza di minori nello stabile privato ha suggerito, fino ad ora, ai rappresentanti dell’autorità giudiziaria e delle forze di polizia, la massima cautela per favorire soluzioni alternative che scongiurino rischi anche solo ipotetici per i più piccoli. Ma su questa linea di cautela devono arrestarsi anche le manifestazioni, legittime quanto si vuole, degli occupanti.
Non aver consentito alle assistenti sociali del Comune l’accesso all’edificio privato per valutare lo stato dei minori, non è tollerabile. Non siamo alla presenza di uno sgarbo al sindaco o al Comune, non si tratta dell’ennesima offesa o minaccia al sottoscritto, qui siamo di fronte alla negazione di un diritto.
Mentre si fa sempre più difficile per le istituzioni, ridotte dai tagli e dalla crisi, il compito di assicurare i servizi ai cittadini, la comunità di Benevento non potrà assistere a lungo alla negazione di un fondamento, come la tutela dei minori, che ancora tiene insieme il nostro vivere civile.
Senza acqua corrente e senza energia elettrica non è possibile continuare a perder tempo.
Io, tra gli altri, ho il dovere di non permetterlo.
Non lo si può consentire, sarebbe gravissimo, soprattutto di fronte all’esistenza di alternative concrete come quelle prospettate anche in Prefettura. Il Comune è pronto ad ospitare i nuclei familiari utilizzando le strutture pubbliche disponibili nell’emergenza, al fine di garantire l’assistenza ai singoli e le attività del gruppo di manifestanti.
Il Comune di Benevento, prima richiamato alla trattativa e poi dileggiato per il suo interessamento, non si muove e non si muoverà sulla scorta delle pressioni, è bene ribadirlo: tutelare una comunità, difendere le numerose emergenze che in un territorio come il nostro spesso restano invisibili, assicurare il massimo impegno proprio per le fasce sociali più deboli, vuol dire innanzitutto fissare regole valide per tutti.
Le regole tutelano i più deboli, la prevaricazione e la forza favoriscono i facinorosi e i più forti.
Una moltitudine variegata di situazioni difficili ed a rischio quotidianamente varca la soglia del Comune in cerca di tutela ed assistenza. Nei confronti di quella moltitudine c’è il dovere di rintracciare soluzioni di ampio respiro, prevenire le crisi per scongiurare la desertificazione, economica ma anche culturale e sociale di questo territorio. Non è un caso se in una delle irruzioni fatte presso il Comune di Benevento, i manifestanti hanno avuto la possibilità di vedere l’impegno assicurato ai progetti di housing sociale: apprezzabili o meno, uno dei pochi mezzi che la legge affida ai Comuni per la costruzione di nuove case, che sempre attraverso l’investimento di risorse dei privati, prevede importanti quote di alloggi assegnate a canone sociale. Attualmente sono 138 i nuclei familiari ospitati in alloggi a canone sociale: pochi rispetto alla domanda, ma comunque un risultato da cui non si può prescindere prima di affrontare la questione ‘disagio abitativo’.
Allora, oltre a quanto già prospettato dinanzi al Prefetto, offro ai manifestanti la possibilità di coadiuvare concretamente, ogni giorno, la supervisione dei progetti di edilizia residenziale o delle numerose altre iniziative che sulla questione abitativa il Comune di Benevento sta predisponendo.
Ma i manifestanti lascino lo stabile privato: lì dentro il Comune non può difenderli! Facciano immediatamente uscire i minori da lì, perché il Comune ha il dovere di assisterli ovunque siano, e lo farà!
Spero che il mio appello possa esser accolto soprattutto da chi, pur protagonista di questa protesta, non è di certo colpito dal bisogno e quindi, con maggiore facilità, può comprendere le gravissime ripercussioni a cui si stanno sottoponendo i minori e i loro genitori”.

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di Redazione
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