Provincia / Caserta

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Maxi-operazione ai danni della fazione degli Schiavone

Imprenditori taglieggiati dai Casalesi, 16 arresti dell’Arma

Coinvolto carabiniere, già in servizio alla Dda di Napoli

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Imprenditori taglieggiati dai Casalesi, 16 arresti dell’Arma
12/04/2013, 11:42

CASAL DI PRINCIPE - Sedici persone, ritenute vicine al clan dei Casalesi, fazione degli Schiavone, sono state arrestate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta nell’ambito dell’operazione denominata “Titano 2”, coordinata dai magistrati della Dda di Napoli. Quattordici le ordinanze di custodia cautelare in carcere e due, invece, ai domiciliari. Al momento dell’esecuzione delle misure, undici degli indagati erano liberi, quattro in carcere e uno ai domiciliari. Le ordinanze sono state emesse dal gip del Tribunale partenopeo per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione e porto illegale di armi, tutti aggravati per aver agito per favorire le attività illecite del clan. L’attività investigativa, avviata nell’ottobre del 2012, ha permesso di documentare numerosi episodi estorsivi ai danni di imprenditori locali, costretti a versare somme di denaro in occasione delle festività. E’ stato anche possibile stabilire i ruoli dei singoli affiliati nella gestione delle estorsioni nei comuni di Casal di Principe, Aversa e Cancello Arnone oltre ad accertare la disponibilità di armi e munizioni per le esigenze militari del gruppo criminale. Tra i tanti episodi c’è quello ricostruito ai danni di un imprenditore di Aversa, titolare di una rivendita di materiale termoidraulico, il quale, inserito nel libro mastro del clan, doveva corrispondere agli uomini del pizzo 5mila euro in occasione delle tre scadenze. Nel periodo tra ottobre e novembre del 2010, invece, la camorra aveva chiesto la somma in denaro a una farmacia veterinaria di Cancello Arnone, mentre nel periodo precedente aveva imposto la somma estorsiva, mediante l’imposizione dell’installazione di macchinette per videopoker, a una sala giochi. Il gruppo aveva chiesto denaro per la camorra anche al titolare di un distributore di carburante di Pastorano (nel periodo tra novembre 2010 e gennaio 2011) con la sottrazione di un mezzo agricolo per la restituzione del quale venne chiesta una ingente somma di denaro. Tra gli arrestati, oltre a imprenditori di Afragola, anche un carabiniere in servizio, fino al 2010, alla sezione Antimafia della Procura di Napoli accusato di favoreggiamento personale e di falso per soppressione di un fascicolo riguardante l’assegnazione della gara per il servizio del trasporto scolastico a Castel Volturno.

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di Emilio di Cioccio
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