Provincia / Caserta

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Tra gli arrestati il fratello delle vittime delle estorsioni

Incendi per riscuotere pizzo, fermati 5 affiliati ai Belforte

Maddaloni, operazione della squadra mobile e dei carabinieri

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Incendi per riscuotere pizzo, fermati 5 affiliati ai Belforte
24/06/2013, 12:06

MADDALONI - Hanno prima provato ad estorcere alcune migliaia di euro al titolare di un negozio di prodotti per la casa, quindi lo scorso mese di aprile gli hanno incendiato l’attività, in quel di Maddaloni. Per questo motivo sono finiti in carcere quattro uomini e una donna ritenuti dagli inquirenti vicini al clan camorristico dei Belforte, attivo a Marcianise e nei comuni limitrofi, capoluogo compreso. I cinque arrestati sono accusati di tentata estorsione e incendio con l’aggravante del metodo mafioso. L’operazione si è svolta grazie alla collaborazione tra i carabinieri della compagnia di Maddaloni e la questura di Caserta, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. A finire in manette: Luca Aprea, 39 anni; Rosa Farina, 25 anni; Vincenzo Cafarelli, 60 anni; Vittorio Lai, 36 anni; e Francesco Cirillo, 39 anni. Entrando più nei dettagli, un fratello che decide di fare un’estorsione ad un altro fratello ed alla sorella, quest’ultimi titolari della catena di negozi “Miseria e Nobiltà”. E’ il quadro che emerge dall’inchiesta che ha portato ai cinque fermi di stamani. Uno degli arrestati Vincenzo Cafarelli, infatti, è il fratello di Giuseppe e Teresa Cafarelli, le vittime delle estorsioni. Quest’ultima, inoltre, è anche un consigliere comunale del gruppo “Maddaloni nel Cuore”. Ma non solo, perché Vincenzo Cafarelli è anche il padre di Maria Cafarelli, candidata -  e prima dei non eletti – nella lista di “Impegno Comune” alle ultime amministrative.  

 

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di Emilio di Cioccio
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