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La replica: "Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia"

Inchiesta Dda su politica e camorra: spunta il nome di Cesaro


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Inchiesta Dda su politica e camorra: spunta il nome di Cesaro
13/07/2011, 13:07

NAPOLI - Sul registro degli indagati per reati di camorra, su indagini svolte della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, spunta il nome di Luigi Cesaro.

Il dettaglio dell’inchiesta emerge dalle 300 pagine di un verbale di interrogatorio del 25 marzo scorso nelle quali Michele Santonastaso – avvocato penalista accusato di associazione camorristica e in carcere già da dieci mesi – parla della sua carriera, sempre in bilico tra legalità e illegalità, e ricostruisce l’antefatto del primo, timido e subito abortito avvio di pentimento di Luigi Guida, camorrista della Sanità che Francesco Bidognetti da Casal di Principe aveva assunto nel suo clan fino a farlo diventare il reggente.

Ciò è quanto rivelato stamattina dal quotidiano il Mattino in un articolo a firma di Rosaria Capacchione.

L’inchiesta getta nuove ombre su indagini ancora in corso e su una prevedibile bufera giudiziaria che potrebbe toccare amministratori comunali e provinciali, tra cui il presidente Cesaro, già coinvolto indirettamente nelle vicende politico-camorristiche di quarto del clan Polverino.

L’inchiesta sarebbe la sintesi di quanto raccolto dagli investigatori della DDA che indagano sul clan dei Casalesi, Polverino e sui clan di Sant’Antimo e Aversa e che sarebbe ormai arrivata alle battute finali.

Il verbale di interrogatorio di Santonastaso è stato depositato integralmente nel processo a carico di Carmine D’Aniello, avvocato penalista arrestato l’anno scorso con l’accusa di aver abusato del suo ruolo per favorire il boss dei Casalesi Francesco Bidognetti.

Le dichiarazioni del pentito Luigi Guida (che inizia a collaborare nel 2009) su Cesaro sono ancora in parte top secret, mentre quelle depositati in altri procedimenti risultano ancora coperte da omissis. Non lo sono però, quelle del penalista casertano, Santanastaso, che ha difeso anche il boss della Sanità.

“Io indagato? Se così fosse, ad informarmi sarebbe stata la rassegna stampa notturna di Rete 4 che riportava un articolo di un quotidiano napoletano, perché allo stato non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Il copione è sempre lo stesso: il processo mediatico prima dell’eventuale comunicazione dovuta dagli organi giudiziari”.
Queste le prime parole del Presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro riferite alle indiscrezioni di stampa che lo vorrebbero coinvolto in un’inchiesta giudiziaria della Procura di Napoli.
“Comunque – continua il Presidente Cesaro - le premesse poco importano. Se effettivamente il mio nome fosse coinvolto nell’inchiesta giudiziaria della DDA di Napoli, la mia collaborazione con i magistrati, di cui ho assoluta fiducia, sarebbe totale ed immediata.
La mia linea difensiva si baserebbe su due concetti elementari.
Primo, non conosco assolutamente i personaggi che mi chiamano in causa, nè questo presunto avvocato dei boss Michele Santonastaso, né tanto meno il pentito Luigi Guida.
Secondo, mancherebbe il corpo del reato, perché né io né alcun componente della mia famiglia abbiamo portato a termine alcun affare da 50 milioni di euro su terreni resi edificabili a Lusciano, né ovviamente avremmo conseguentemente pagato alcuna tangente al clan Bidognetti, di cui diffido chiunque a fare accostamenti con la mia persona.
Insomma, manca il corpo del reato ed i collegamenti di un presunto teorema che mi tirerebbe in ballo in questa vicenda giudiziaria dai contorni torbidi.
In conclusione – ribadisce Cesaro - posso solamente dire che sono assolutamente sereno perché questa è una storia, d’altronde vecchia e già ampiamente smentita, che non rischia assolutamente di macchiare la mia onorabilità.
Anzi, a questo punto, sono io che chiedo ai giudici, se ritenessero effettivamente di indagare sulla mia persona, di ascoltarmi al più presto per chiarire definitivamente la mia posizione, come già ho più volte chiesto nel passato.
Ma sono anche amareggiato per l’ennesimo copione già scritto e già letto, che vede ondate di fango colpire un uomo dello Stato in maniera provvisoria, superficiale ed infamante.
Non voglio consentire a nessuno – termina il Presidente Cesaro - di inficiare specialmente il lavoro fatto in un ruolo istituzionale che ricopro con scrupolo e profonda attenzione da due anni a questa parte alla Provincia di Napoli, in un momento quanto mai delicato per la vita politica e sociale della nostra area metropolitana”.

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di Redazione
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