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Summit organizzato dal comitato cittadino di Torre del Greco

Incontro pubblico per discutere dell’ospedale Maresca


Incontro pubblico per discutere dell’ospedale Maresca
24/06/2010, 19:06

TORRE DEL GRECO – Riflettori nuovamente puntati sull’ospedale Maresca di Torre del Greco.
Si è, infatti, svolta ieri mattina, all’esterno del nosocomio torrese, un’assemblea pubblica organizzata dal comitato cittadino a difesa della struttura sanitaria, nell’ambito delle iniziative di protesta promosse per la salvaguardia del presidio ospedaliero.
Al summit erano presenti associazioni, sindacati, operatori  sanitari e comitati di quartiere.
“L’ospedale Maresca -spiega Nicola Alonso, rappresentante del comitato- subisce il ricatto della famosa razionalizzazione del piano Zuccatelli. In sostanza i reparti che sono qui presenti, già da qualche anno hanno subito una serie preoccupante di tagli. Questa sarebbe l’ennesima stangata. In pratica Zucarelli porterà via tutti i reparti dell’ospedale, compreso il Pronto soccorso; rimarrà soltanto la lunga degenza e la Medicina Generale. Crediamo –continua Alonso- che un’utenza di 300mila persone che abbraccia e serve un territorio che comprende oltre a Torre del Greco, anche i comuni di Ercolano, Portici e San Giorgio a Cremano, abbia bisogno di un presidio ospedaliero che riesca a soddisfare le esigenze dei cittadini. Trasferire così tanti reparti presso l’ospedale di Boscotrecase, così come previsto dalle nuove direttive, sarebbe un piano criminale in quanto l’impianto viario non consente il trasporto del malato, soprattutto per quanto concerne il pronto soccorso. In più –conclude Alonso- servirsi di un ospedale già ingolfato come quello di Boscotrecase, che, ad esempio, non ha l’acqua potabile e nemmeno norme antisismiche, vorrà dire offrire un servizio ancora più scadente”.
Dello stesso avviso anche gli operatori sanitari. “ Il comitato pro-Maresca –dichiara Giovanni Mennella, operatore del nosocomio torrese- ha ritenuto opportuno fare il punto della situazione. Non siamo legati alla struttura come edificio ma come servizio. Se la Regione ci organizza una soluzione alternativa saremmo anche disposti a spostarci. Tuttavia –conclude Mennella- credo che per una questione logistica e di viabilità, spostare il Pronto soccorso nell’area di Boscotrecase, creerebbe grossi problemi ai cittadini dell’area vesuviana”.
Per i sindacati, presenti all’incontro di ieri mattina, la questione da affrontare, è anche economica. “Se malaguratamente il Maresca dovesse chiudere –dice Gennaro Cesarano, rappresentante Ugil- tutta l’utenza si riverserebbe su un’altra azienda con costi che andrebbero a lievitare enormemente. Questa soluzione, in una politica di risparmio, non mi sembra praticabile, poiché creerebbe un aggravio di spese. Bisognerebbe piuttosto puntare sulle eccellenze del Maresca come la Gastroenterologia, di cui andiamo fieri. Basterebbe, pur facendo qualche sacrificio –conclude il sindacalista- salvaguardare ciò che già c’è di buono, tenendo presente i tagli e le limitazioni di spesa che la Regione ci impone”.

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di Elisa Scarfogliero
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