Provincia / Caserta

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Dopo la rottura delle trattative tra l’azienda e i sindacati

Indesit, lavoratori fermano produzione a Teverola e Carinaro

E il ministro Zanonato convoca lunedì un vertice a Roma

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Indesit, lavoratori fermano produzione a Teverola e Carinaro
22/06/2013, 10:59

TEVEROLA - Dopo la rottura delle trattative tra sindacati di categoria ed i vertici dell’Indesit, nel vertice tenuto a Roma, i lavoratori dei due stabilimenti casertani di Teverola e Carinaro hanno immediatamente proclamato lo sciopero fermando la produzione. “L’Indesit deve restare in Italia e in particolare nel Casertano - dice Antonello Accurso, segretario della Uilm Caserta - faremo di tutto per far cambiare idea ai vertici”. “Ci ritroviamo ancora una volta - afferma il segretario della Fiom-Cgil di Caserta, Massimiliano Guglielmi - di fronte ad un’azienda che non tiene in alcuna considerazione gli allarmi lanciati dai sindacati e dagli stessi lavoratori nei giorni scorsi. La vertenza Indesit è una bomba sociale”. Indesit Company, quindi, conferma il piano da 1.425 esuberi in Italia e gli stabilimenti di Fabriano, Comunanza e Caserta si fermano all’unisono, a Melano gli operai occupano la mensa e si mettono a leggere ad alta voce gli articoli della Costituzione sul diritto al lavoro, mentre per il 12 luglio si prepara uno sciopero nazionale di 8 ore, con manifestazione sotto il quartier generale della multinazionale del bianco a Fabriano. La palla ora passa al ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, che ha convocato le organizzazioni sindacali per lunedì prossimo, giorno in cui incontrerà anche il governatore delle Marche Gian Mario Spacca. In una nota, Indesit “prende atto con rammarico della decisione sindacale di interrompere il confronto”, e si dice “fin d’ora disponibile a riavviare un confronto costruttivo, finalizzato all’individuazione di ogni soluzione possibile e sostenibile a sostegno dell’occupazione dei dipendenti coinvolti”. Ma la risposta di Fim, Fiom e Uilm è univoca: Indesit prospetta “tagli produttivi e occupazionali”, la chiusura di due stabilimenti (Melano e Teverola) e la delocalizzazione delle produzioni “come unica soluzione per tutelare gli azionisti e il profitto dell’azienda”. Una scelta “grave”, che verrà contrastata “con tutte le iniziative necessarie, per affrontare con l’azienda una strada alternativa di prospettiva e di salvaguardia dell’occupazione”. Altre 8 ore di sciopero articolato sono in programma entro il 5 luglio in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo.

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di Emilio di Cioccio
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