Provincia / Caserta

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Operai in agitazione negli impianti di Teverola e Carinaro

Indesit, settimana cruciale. Mercoledì vertice al Ministero

La segretaria Cgil Camusso: “Il Governo deve intervenire”

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Indesit, settimana cruciale. Mercoledì vertice al Ministero
01/07/2013, 12:44

TEVEROLA – Quella che si apre oggi è una settimana cruciale per la vertenza Indesit Company. Dopo la rottura delle trattative tra azienda e sindacati, in merito al piano da 1.425 esuberi in Italia, di cui 540 nella sola provincia di Caserta, mercoledì al ministero per lo Sviluppo Economico si terrà un nuovo faccia a faccia. Le posizioni dell’amministratore delegato Marco Milani da un lato e di Fiom, Fim e Uilm, dall’altro, restano distanti. E il caso Indesit diventa una vertenza pilota per tutto il settore elettrodomestico, dove altri colossi, come Whirlpool ad esempio, puntano a delocalizzare all’estero pezzi di produzione. Alla Indesit, ha ripetuto oggi la leader nazionale della Cgil, Susanna Camusso, “Governo e Confindustria dovrebbero dire che non si può fare così!”. La situazione del gruppo Merloni (che ha chiuso il 2012 con 62mln di euro di utile) “non è figlia della crisi economica, bensì è una riorganizzazione finalizzata ad andarsene, ed è insopportabile”. A preoccupare i lavoratori, soprattutto a Teverola e Carinaro, dove i presidi sono continuati nonostante la messa in libertà (retribuita) decisa venerdì dalla multinazionale, è proprio il trasferimento in Turchia e Polonia delle produzioni della catena del freddo, che Indesit ritiene “non competitive”, con la conseguente chiusura degli impianti di Melano (in provincia di Ancona) e di Teverola. L’amministratore delegato, che ha già incontrato il ministro Zanonato, assicura che non ci saranno licenziamenti, e che la riorganizzazione, sostenuta da investimenti per 70 mln di euro, è finalizzata in realtà a rafforzare le produzioni di alta gamma in Italia. Una lettura, questa, che non convince affatto gli operai che restano tuttora in stato di agitazione e, d’intesa con i sindacati, stanno programmando tutta una serie di iniziative, pacifiche, di protesta. “E’ una delocalizzazione inesorabile, - dicono all’unisono - qui non resterà più niente”.

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di Emilio di Cioccio
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