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Indesit vattene ma molla l'osso

Requisiamo tutti i beni dell'Indesit dell'area ASI

Indesit vattene ma molla l'osso
06/06/2013, 12:12

CARINARO/GRICIGNANO/TEVEROLA - L’Indesit è stata da sempre sinonimo in queste terre, di deturpazione territoriale, di cassa integrazione, di problemi sociali e sindacali, quasi mai di lavoro, forse solo all’inizio quando fu progettata ed iniziò a funzionare, ma l’idillio durò poco, veramente poco, ricordo fin da piccolo, stuoli di miei concittadini, giovani e con tanta voglia di lavorare, costretti a vivere per decenni da cassaintegrati.

All’inizio l’Indesit occupava gran parte della zona industriale di Aversa, situata nei comuni di Carinaro, Gricignano e di Teverola, decine e decine di capannoni immensi, milioni di metri cubi di cemento, che nella mente di chi diede il consenso alla loro realizzazione, avrebbero, dovuto risolvere per sempre i problemi occupazionali di buona parte dell’agro-aversano e forse dell’intera provincia di Caserta.

Molti di questi capannoni, invece, sono pieni del nulla, vuoti, inattivi, senza un solo operaio al loro interno. Alcuni sono diventati semplici depositi nei quali trovano lavoro veramente troppe poche persone, altri addirittura, sono stati utilizzati da imprese criminali per lo stoccaggio di rifiuti speciali e pericolosi posti da anni sotto sequestro dalla magistratura.

Quel che resta dell’Indesit ad oggi sono solo 930 operai e domani questi 930, potrebbero diventare solo 390, a causa dell’ulteriore taglio di 540 dipendenti prospettato in queste ore dalla casa madre, che ha deciso di spostare la produzione di lavatrici e frigoriferi in Turchia ed in Polonia.

La nostra potrebbe sembrare una proposta provocatoria ma noi consiglieremmo, ai sindacati di non lottare o di giocare al ribasso per salvare questi 930 posti di lavoro, di non mendicare all’Indesit, ciò che l’Indesit non ha mai dato in questa terra, ossia, vero lavoro.

La proposta che facciamo ai sindacati ed ai politici, chiamati ad intervenire, nella gestione di questa crisi è la seguente, chiediamo all’Indesit di andarsene completamente dal territorio, ma di andarsene a costo zero per il territorio, nel senso che tutti i suoi beni vengano ad essa requisiti, venduti e quanto ricavato ripartito fra tutti i 930 lavoratori, per la parte di loro competenza, ed il rimanente dato ai comuni sui quali insiste l’area Asi (Carinaro, Gricignano e Teverola) che hanno visto negli anni deturpato per sempre il loro territorio da questa cattedrale nel deserto, che è sempre stata, l’Indesit.

L’Indesit non ha diritti da accampare, sa bene, che tutto ciò che ha, in queste nostre terre, è frutto di leggi inique, di progetti faraonici frantumatisi nel nulla, di soldi pubblici profusi a gogò senza alcun risultato, di terreni fertilissimi distrutti per sempre nella speranza di un futuro industriale che qui non è arrivato mai!

Indesit vattene ma molla l’osso!

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di Redazione
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