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Ischia, proteste per l'aumento dei prezzi degli aliscafi


Ischia, proteste per l'aumento dei prezzi degli aliscafi
06/10/2011, 14:10

Continuano a tenere banco sull’isola d’Ischia le feroci polemiche circa il rincaro del prezzo messo in essere a partire da sabato 1 ottobre 2011dalla società di navigazione “AliLauro” che ha aumentato il costo del biglietto per gli aliscafi che da Ischia a Napoli e viceversa effettuano le corse residuali, cioè quelle senza obbligo di servizio pubblico. Un aumento vertiginoso del 20% con il prezzo che da 5,50€ a corsa è schizzato a ben 7€. Contro l’incredibile aumento del costo degli aliscafi in un periodo di crisi economica profonda per le famiglie lavoratrici, è sceso in piazza il PCIML alla presenza del segretario generale Domenico Savio che nel corso dei suoi interventi è stato durissimo contro la scelta della compagnia di navigazione “AliLauro” avvallata dalla complicità del potere politico a tutti i livelli. “I continui aumenti del trasporto pubblico marittimo e non solo, ha dichiarato Savio, che per noi isolani è fondamentale per la continuità territoriale con la terraferma, sta determinando la negazione del diritto costituzionale alla circolazione degli isolani. Non possiamo ulteriormente tollerare che noi abitanti delle isole, che paghiamo le stesse tasse di quelli della terraferma, dobbiamo pagare il biglietto della nave o dell’aliscafo enormemente maggiorato rispetto a quello delle Ferrovie dello Stato per la stessa percorrenza. E che dire dei costi ordinari, assolutamente proibitivi, imposti ai non residenti e che colpiscono e condizionano in negativo lo sviluppo socio-economico dei nostri territori insulari? Un isolano o pendolare per andare e ritornare da Napoli con l’aliscafo e con determinate corse deve pagare, solo di trasporto marittimo, euro 14.00, oltre alla spesa degli autobus di euro 4,40: è una vergogna per il potere politico e istituzionale a tutti i livelli che lo ha consentito! Gli ultimi aumenti del biglietto aliscafo prima da euro 4,45 a 5,50 e negli ultimi giorni, per circa la metà dei collegamenti con la terraferma e viceversa, da euro 5.50 a 7.00, che corrispondono a circa 14.000 delle vecchie lire, possiamo definirli un vero furto legalizzato. E’ una vergogna senza fine, è un affronto al nostro diritto costituzionale alla mobilità ed è un’offesa alla nostra condizione sociale di isolani. Siamo trattati come merce da spellare sino alle ossa per arricchire senza freno e senza limite gli armatori che operano indisturbati nel mare che ci circonda”, ha concluso Domenico Savio. Tra bandiere rosse sventolanti e manifesti, sono stati distribuiti a residenti e turisti centinaia e centinaia di volantini fatti stampare per l’occasione anche in lingua inglese affinché pure i nostri graditi ospiti stranieri potessero rendersi conto del perché sul porto si protestasse. Tra la popolazione è tanto lo sconcerto per gli aumenti improvvisi e spropositati del biglietto degli aliscafi, sconcerto sottolineato negli interventi di alcuni presenti come Carmine Castaldi e Franco Di Iorio Garibaldi. Sicuramente si è trattato di una iniziativa di lotta molto importante con la quale si è fatto politicamente chiarezza sulle responsabilità politiche dell’aumento del costo di alcune corse di aliscafi e tantissimi sono stati i commenti di disapprovazione che residenti e turisti facevano in piazza durante i comizi. Ma il presidio di protesta popolare tenuto dal PCIML è solo la prima delle iniziative di lotta messe in essere sull’isola d’Ischia. Infatti, sabato prossimo ci sarà una nuova manifestazione indetta dal “Movimento a 5 Stelle” e aperto alla partecipazione della società civile. L’appuntamento è per lo ore 10.00 sul pontile degli aliscafi.

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di Redazione
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