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La giornata del cuore: a Torre del Greco l’importanza dei defibrillatori

Gli esperti: Si potrebbero evitare molte delle 40mila morti

La giornata del cuore: a Torre del Greco l’importanza dei defibrillatori
14/11/2013, 14:46

TORRE DEL GRECO - In Italia circa 40mila decessi sono dovuti alle cosiddette “morti improvvise”, cioè a problemi cardiaci che si presentano per la prima volta in persone apparentemente sane. In molti di questi casi basterebbe un defibrillatore a salvare vite umane. È il dato più significativo emerso oggi nel corso del convegno “La giornata del cuore” svoltosi all’hotel Poseidon di Torre del Greco e organizzato dall’associazione Pragma, in collaborazione con Ami Italia, fondazione Bartolo Longo III millennio e Givova. A sottolineare questi dati, nel suo intervento, il dottor Giuseppe Satriano, che ha anche evidenziato come “in questi casi è importante intervenire nell’arco di 3-5 minuti”. 
In precedenza Sergio Amitrano della fondazione Bartolo Longo III millennio ha voluto dedicare la manifestazione a “Domenico e Gabriele, due giovani di Pompei morti improvvisamente senza che nessuno riuscisse a fare nulla. Domenico aveva 22 anni ed è stato colto da malore in casa, mentre Gabriele a soli 15 anni ha perso la vita mentre giocava a calcio in un campetto dove non c’era nemmeno un adulto. Il fatto è accaduto a marzo e da allora il campo è sotto sequestro”.
Sull’importanza dell’uso dei defibrillatori dove si svolgono manifestazioni
sportive, anche dilettantistiche, ha puntato l’attenzione Augusto D’Aniello,
che è anche medico sportivo della Nocerina calcio. “Il caso Morosini – ha detto – ha scosso la coscienza di molti, perché le immagini della tragica morte del giocare del Livorno hanno fatto il giro dei telegiornali e sono state viste da milioni di persone. Molti hanno puntato l’attenzione sull’ambulanza bloccata ma quello che invece mi ha colpito quel giorno è stata l’impreparazione di chi avrebbe dovuto praticare i primi interventi sullo sfortunato ragazzo”. Un  tema ripreso dall’allenatore dell’Arzano volley, Antonio Piscopo: “Come nel calcio c’è stato Morisini, nella pallavolo c’è stata la morte di Vigor Bovolenta. Anche in quel caso non c’era un defibrillatore. Giusto lo spirito del decreto Balduzzi, che impone la presenza di defibrillatori durante manifestazioni sportive e allenamenti, ma spesso le società devono fare i conti con problemi economici. Ad Arzano, ad esempio, abbiamo sfruttato il sostegno di uno sponsor per dotarci del defibrillatore. Collaboro con diverse scuole e agli istituti impongo di promuovere collette per acquistare questo macchinario”. A margine dell’incontro ci sono state anche dimostrazioni da parte degli addetti di Ami Italia su manichini.

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di Redazione
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