Provincia / Napoli

Commenta Stampa

“La Questura di Napoli è sull'orlo del baratro”

Dichiarazione di Tommaso Delli Paoli

“La Questura di Napoli è sull'orlo del baratro”
01/07/2013, 16:39

NAPOLI - La Questura di Napoli sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia, principalmente a causa di una pessima gestione delle risorse umane, economiche e dei mezzi. Non c’è più settore che si salvi dalla disorganizzazione organizzata.

Non ci sono né più regole né più certezze, sono saltati tutti gli equilibri che tenevano insieme un apparato molto penalizzato dai continui tagli subiti e che solo grazie allo spirito di sacrificio di tanti poliziotti riusciva a reggere.

Purtroppo, il Questore di Napoli ha rotto l’equilibrio esistente, spezzando quel minimo di trasparenza, adottando una difesa di “casta” senza precedenti, non curandosi più di cosa stesse accadendo realmente nella polizia napoletana.  

Sta difendendo l’indifendibile, rispondendo alle sollecitazioni del SILP attraverso asettiche risposte che mirano solo ed esclusivamente a mettere le cosiddette “carte a posto”, senza andare nel profondo e curare il male in cui versano la stragrande maggioranza degli uffici di polizia, dove regna sovrano il personalismo di molti suoi collaboratori che infondono tra il personale senso di scoramento e sfiducia, nascondendo le loro incapacità dietro la mancanza di uomini e mezzi (che pur esiste).

Ormai oltre ai quartieri storicamente in mano alla criminalità, in altri crescono in modo esponenziale i cosiddetti reati predatori, che più di tutto spaventano i cittadini; non passa giorno che in città e in provincia non accada qualche episodio riconducibile a fatti di cronaca d’inaudita efferatezza o un conflitto a fuoco tra bande per la conquista del territorio, mentre il traffico e lo spaccio di stupefacenti, dopo Scampia, sembra aver individuato nuove e più fiorenti piazze dove poter operare indisturbati.

Il maggior apparato investigativo,la Squadra Mobile, nonostante le numerose professionalità e gli ottimi risultati ottenuti nella lotta alla criminalità, anche qui grazie solo ed esclusivamente al senso di responsabilità dei suoi addetti, è costretto (per ordini superiori) a occuparsi di piccoli reati che potrebbero essere trattati dalle squadre di P.G. all’interno dei Commissariati (se adeguatamente ristrutturate). Uomini che nonostante la mancanza d’ogni tipo di strumento, come autovetture, computer, stampanti e apparecchiature di nuova tecnologia investigativa, e il notevole taglio dello straordinario che incide fortemente sull’attività operativa (a ogni operatore è pagata una misera quota mensile rispetto alle ore realmente effettuate senza che queste possono essere cumulate e poi opportunamente pagate), continuano a lavorare incessantemente per garantire la qualificata operosità investigativa.

I Commissariati sono dei veri e propri tuguri, dove manca di tutto; poco dignitosi sia per il personale operante che per gli stessi cittadini che a essi si rivolgono. Scarsissima igiene, intonaci staccati, muffa, scarsa climatizzazione, sporcizia e polvere dappertutto, bagni maleodoranti e poco funzionanti. Ancora peggio è l’assetto organizzativo per il controllo del territorio; in alcuni casi non vi è neanche la certezza, causa mancanza di uomini e autovetture colore d’istituto (quelle in dotazione sono vecchie e poco confacenti alle reali esigenze), di assicurare la volante sul territorio, le squadre di P.G. sono pressoché inesistenti, cosa questa che fa perdere in alcune realtà la conoscenza criminale, con un danno enorme sia per il supporto agli organi centrali di investigazione sia per l’impossibilità di assicurare un vero e proprio monitoraggio sul fenomeno della micro criminalità. Basti pensare che qualche settimana fa il Commissariato di Posillipo si è dovuto arrendere all’incuria e all’abbandono ed ha chiuso i battenti. 

L’ufficio prevenzione generale, il più grande ufficio per il controllo del territorio, è pressoché in ginocchio, il personale, circa 400 uomini, lasciato nel più totale abbandono, costretti a lavorare tra mille difficoltà. Si lavora alla giornata con pochi mezzi a disposizione, la maggiore parte inefficiente e non confacenti alle reali esigenze operative, cosa questa che non solo mette in serio pericolo la stessa vita degli operatori, ma impediscono di assicurare al massimo il controllo del territorio.

Ancora peggio sono gli strumenti  informatici a disposizione, sia per i settori interni sia per il personale delle volanti, Nibbio e Como –Torino; due computers  funzionanti e una sola stampante per l’estensione degli atti di P.G. e per le note informative degli equipaggi.

Autovetture sporche sia all’interno sia all’esterno (mancano i soldi per pulirle) con il rischio, per i poliziotti ma anche per i fermati, di contrarre qualche malattia infettiva; il parco moto inefficiente, sia sotto l’aspetto funzionale sia della manutenzione, costringe, di fatto, agli operatori a uscire da servizio senza l’apparato radio in dotazione. Non va meglio la logistica: ambienti angusti e poco confacenti a una realtà cosi importante per il sistema sicurezza. Di fatto, l’Ufficio è posto in una vecchia Caserma (V. RANIERI), mai ristrutturata all’interno della quale sono stati costruiti dei prefabbricati inospitali sporchi con pochi bagni, scarsa igiene e poco puliti, dove d’estate fa un caldo terribile, naturalmente senza condizionatori e d’inverno un freddo bestiale.

Cosi non si può più andare avanti è a rischio la sicurezza di un’intera città e del suo hinterland, già provata da una radicata criminalità sempre più agguerrita nella ricerca di nuovi territori da conquistare, approfittando anche della mancanza di lavoro e dall’endemica crisi economica che sembra non conoscere fine.     

Il SILP perla CGILdice basta a tutto questo scempio e nei prossimi giorni sarà in piazza unitamente a cittadini e istituzioni private affinché Napoli diventi un caso nazionale.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©