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Lacco Ameno, "Non posso più dare da mangiare ai miei figli, mi impicco"

Ci ha mostrato un cappio: “Non ne posso più”

Lacco Ameno, 'Non posso più dare da mangiare ai miei figli, mi impicco'
22/07/2013, 10:44

LACCO AMENO - Non ci pagano da quattro mesi, ho deciso di impiccarmi perché non riesco più a dare da mangiare ai miei figli“. Con queste dichiarazioni shock che ci aveva continuato a ripetere poco prima per telefono, Rocco Di Costanzo, per tutti Nino, da circa dieci anni custode del Cimitero di Lacco Ameno, ha esternato a tutti la sua disperazione e la volontà di farla finita per sempre se continuerà a non percepire il modesto stipendio che gli viene negato da ormai quattro mesi assieme ad altri sei dipendenti della “Lacco Ameno Servizi” società in fase di messa in liquidazione. Quello del “chiappo” sembra essere diventato un chiodo fisso per Nino, non fa altro che ripetere in continuazione di volere farla finita. “Io dico al Sindaco di Lacco Ameno, che è il Primo cittadino, di risolvere questo problema. Perché io non lo so se farò qualcosa di male. Già avevo preso la fune per impiccarmi e un amico mi ha detto ‘che stai facendo’ e mi ha tolto la fune da mano. Però la fune è un chiodo fisso, ce l’ho sempre in mano. Non ce la fa faccio più a campare. Sono arrivato al punto che devo farla finita per mezzo di questi signori, quando io li servo. Nel cimitero gli faccio tutte le mansioni. Atterro i morti, faccio lo scavo, pulisco i bagni, faccio il giardino. Ci faccio di tutto a questi signori e adesso sono arrivato al punto che devo impiccarmi perché io non ce la faccio più ad andare avanti”. Parole terribili quelle di Nino che dimostrano tutta la sua disperazione. Ironia della sorte, vuole che proprio la spettacolare Baia sulla cui collina insiste il Cimitero lacchese, rappresenti il luogo incantevole di incontro dei cosiddetti vip che quotidianamente nel periodo estivo raggiungono l’isola Verde.  E così mentre Nino è disperato perché non ha cosa dare da mangiare alla moglie e ai suoi tre figli, politici, soubrette e subrettine, calciatori, attori e uomini dello spettacolo a due passi dal Camposanto si godono gli sfarzi di una vita dorata che il dannato sistema economico capitalistico riserva a pochi “eletti” della casta mentre a chi vive umilmente di duro lavoro vengono riservate le pene dell’inferno: che vergogna!!! La cosa che rattrista di più, è il fatto che Nino e i suoi colleghi, così come Paolo e Gennaro, operatori ecologici del Comune all’ombra del Fungo sospesi dal lavoro perché hanno pubblicamente denunciato il loro disagio lavorativo, sono stati letteralmente abbandonati dagli Amministratori locali di centrodestra e di centrosinistra che da tempo governano assieme la Cittadina termale. Sindaco di Lacco Ameno è Carmine Monti del cosiddetto centrosinistra, ma il vero e incontrastato padrone politico ed economico del Paese è l’imprenditore Domenico De Siano, senatore del centrodestra ed ex deputato ed ex  consigliere regionale del PDL. Politici, questi, che si ricordano di Nino e degli altri concittadini solo quando c’è da chiedere loro il voto, poi una volta eletti risultano vergognosamente insensibili ai drammi umani e sociali che la loro stessa politica produce: assurdo!!! Nino, a conclusione dell’intervista, ha fatto appello al Sindaco affinché risolva questo problema. E il nostro augurio, naturalmente, è che finalmente gli Amministratori comunali di Lacco Ameno si attivino per ridare dignità sociale a Nino e ai suoi colleghi. E hanno il dovere morale, prima che politico ed amministrativo, di farlo immediatamente e prima che sia troppo tardi. Intanto, ci sentiamo di fare un appello a Nino a non utilizzare mai la corda che ci ha mostrato e di trovare sempre la forza per andare avanti perché sua moglie e i suoi tre bambini hanno bisogno soprattutto della sua presenza.

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di Redazione
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