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Gli imprenditori locali: "Qui non c'è la camorra"

Lago Day:"Lo Stato scandagli i fondali dell'Averno"


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Lago Day:'Lo Stato scandagli i fondali dell'Averno'
23/07/2010, 15:07


POZZUOLI – Alle 11 di un soleggiattissimo giovedì di fine luglio gli ambientalisti si sono radunati all' ingresso del lago d' Averno a Pozzuoli sequestrato alcuni giorni fa dalla magistratura perché presumibilmente acquistato dal clan camorristico dei casalesi.
L' obiettivo è riappropriarsi dello specchio d' acqua e farlo divenire definitivamente di proprietà pubblica. Ad aprire l' iniziativa ci sono stati i POSTEGGIATORI NAPOLETANI della Tam Tam Music, che hanno cantato una serenata in difesa del lago. All' iniziativa ha partecipato il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, il commissario regionale Francesco Emilio Borrelli, il presidente provinciale di Napoli Carlo Ceparano, il coordinatore dell' area flegrea- consigliere comunale di Quarto Giovanni Amirante, il capogruppo dei Verdi al comune di Napoli Luigi Zimbaldi, l’assessore all’ambiente al comune di Napoli, Nappi.
È intervenuto l’assessore Scotto di Vetta del comune di Bacoli e il sindaco Secone di Quarto. Assenti gli amministratori di Monte di Procida, il comune dove è stato scoperto poche settimane fa uno scarico fognario di un privato collegato direttamente al lago Fusaro.
"Chiediamo che siano immediatamente scandagliati i fondali del lago d'Averno per verificare se la camorra abbia in qualche modo scaricato rifiuti tossici". È la dichiarazione del presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che ha partecipato all'iniziativa Lago Day in difesa dei laghi campani ed in particolare di quello d’Averno, recentemente sequestrato al clan camorristico dei Casalesi.
"Visto che i casalesi hanno spesso usato i beni su cui avevano messo le mani, come cave, terreni agricoli per sversare rifiuti tossici è necessario che sia fatta una verifica anche sul lago d'Averno – ha precisato Bonelli - Noi Verdi chiediamo alla Commissione parlamentare antimafia e alla Procura distrettuale antimafia di avviare al più presto un'indagine approfondita e dettagliata. Questo perché è necessario tutelare l'economia pulita e scacciare la malavita dalle spiagge italiane".
Per il commissario dei Verdi campani Francesco Emilio Borrelli "ora è fondamentale che la Regione Campania dia applicazione alla sentenza della Corte di Cassazione del 2008 e acquisisca il Lago d'Averno al suo patrimonio". Borrelli chiede alla Regione di "utilizzare i 40 milioni di euro che sono già stanziati per interventi sui laghi" e richiama l'attenzione su un altro lago, quello di Lucrino "che sta morendo per via di un mammellone di sabbia che si è creato al centro”.
Tanti i soldi investiti in questi anni intorno al lago. Fondi europei investiti in progetti gestiti dall’Ente Parco Campi Flegrei. Eppure in tanti anni nulla ha lasciato pensare che in quell’incantato e sereno luogo ci fosse l’ombra della camorra.
“Il rilancio del Lago d’Averno ed una politica più attenta alla tutela delle bellezze naturalistiche dei Campi Flegrei è doverosa – ha sottolineato, invece, il sindaco Sauro Secone – Anche il Comune di Quarto su questo aspetto vuole compiere la propria parte”.
Presenti solo gli addetti ai lavori ed alcuni politici locali. Non in molti. C’erano i consiglieri del PDL di Quarto, i membri del PD di Pozzuoli. La cittadinanza ha risposto poco alla chiamata. “Bisogna indignarsi dinanzi a fenomeni come quello del sequestro e della presenza della camorra in queste terre- ha precisato Secone- dobbiamo lavorare su ogni strato della società affinché sia sensibilizzata e si riappropri dei propri spazi”.
Non sono mancati i momenti di tensione. Gli operatori del lago, i ristoratori in particolare, si sentono offesi e coinvolti in un giro che non gli appartiene: “Smettiamola di infangare il nome di questo posto, qui la camorra non c’è”.
È intervenuto anche Raffaele Cardillo, acquirente nel 1991 del Lago, che ha spiegato la sua disponibilità a restituire allo Stato ciò che chiede, invitando la stampa “a ritirare tutte le maldicenze, e l’associazione della parola camorra sia a quel luogo, sia ai proprietari”. “L’ho comprato con i soldi del mio lavoro, delle mie proprietà vendute alla Parmacot. Cosa c’entra la camorra con la mia famiglia? Lavoro da quando avevo 9 anni, quelli che vedete sono i sacrifici di una vita- racconta Cardillo, provato- Il lago è dello Stato? Lo riprenda. In questi anni ho cercato di tenerlo pulito, e con lo stesso spirito lo acquistai dal cavaliere (Pollio ndr). Nessun giudice mi ha mai chiamato per riaverlo. Sono pronto a difendere me ed i miei figli. Noi cosa c’entriamo con i soldi sporchi? In tutti questi anni abbiamo collaborato sempre con il territorio e con tutte le iniziative del posto, mettendo anche a disposizione i locali oggi sequestrati, perché il nostro impegno è per questa terra, dove abbiamo dato un contributo”.
La manifestazione si è poi spostata sul Lago Lucrino, anche questo oggetto di una controversia giudiziaria, sembrerebbe essere privato.
I Verdi annunciano altri sit-in anche a Bacoli per i suoi due laghi, affinché siano rispettati. “I laghi non votano- ha concluso Borrelli- e quindi sono preda della camorra, delle ecomafie, degli inquinatori, del degrado e dell' abbandono. Bisogna tutelarli e soprattutto sorvegliare per non rischiare di far morire tutta l’economia, le famiglie intere, che vivono proprio grazie a questi laghi”
 

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di Elisabetta Froncillo
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