Provincia / Caserta

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Blitz all’alba dell’Arma, su delega della Dda di Napoli

Le mani dei Casalesi sull’affaire dei rifiuti, 17 arrestati -video

La discarica di Chiaiano gestita dai fedelissimi di Zagaria

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Le mani dei Casalesi sull’affaire dei rifiuti, 17 arrestati -video
05/03/2014, 12:57

CASERTA - Diciassette ordinanze di custodia cautelare, di cui otto  in carcere e nove ai domiciliari, eseguite all’alba di stamani dai carabinieri del reparto operativo di Caserta e del Noe di Napoli, coordinati dalla Procura Antimafia. L’indagine riguarda gli interessi economici e imprenditoriali del clan dei Casalesi nel settore dei rifiuti e, in particolare, nella realizzazione e nella gestione della discarica di Chiaiano. Tra gli arrestati figura altresì l’imprenditore Giuseppe Carandente Tartaglia che ha avuto legami prima con i clan Nuvoletta, Mallardo e Polverino, per divenire poi la longa manus dell’ex primula rossa dei Casalesi, Michele Zagaria. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo camorristico, attività di gestione di rifiuti non autorizzata, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, truffa, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. L’attività di indagine, avviata nel 2008, si è conclusa a dicembre 2013. Tre i filoni investigativi: l’infiltrazione camorristica negli appalti della discarica di Chiaiano, le modalità di gestione della stessa e le false attestazioni redatte dai funzionari pubblici, che hanno consentito alle società Ibi Idrobioimpianti spa e Edilcar, di proseguire senza interferenze i lavori all’interno della discarica. Le indagini hanno evidenziato che, durante l’emergenza rifiuti, la Fibe ha sottoscritto, con le società di Carandente Tartaglia, ben 63 contratti per il trasporto ed il movimento terra, nonché per la realizzazione di lavori vari; tale rapporto ha rappresentato il presupposto necessario a che la Fibe-Fisia operasse con relativa tranquillità nel territorio, in assenza di eclatanti conflitti tra i gruppi criminali locali e le imprese impegnate nel settore. Si è rilevata, inoltre, la costante attivazione di traffici illeciti di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da terra e rocce provenienti da cantieri stradali e edilizi, utilizzati per i lavori di modellamento della discarica. Tali condotte hanno consentito guadagni e profitti illeciti doppi: oltre ad evitare gli oneri dovuti per legge, per il corretto smaltimento dei rifiuti, si è infatti aggiunto il cospicuo guadagno dovuto alla successiva commercializzazione del rifiuto, surrettiziamente qualificato quale terreno vegetale per la realizzazione della stessa.

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di Emilio di Cioccio
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