Provincia / Caserta

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Accusata di estorsione e concussione, l’inchiesta prosegue

L’ex prefetto Stasi non si presenta alla Dda -video

Anche Cosentino nella bufera, vittima l’imprenditore Gallo

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L’ex prefetto Stasi non si presenta alla Dda -video
04/02/2014, 10:38

VILLA DI BRIANO - Era stata convocata dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia, Antonello Ardituro e Francesco Curcio, ma, d’accordo con i suoi legali, ha preferito non presentarsi in Procura a Napoli, scegliendo così la strada del silenzio. Stiamo parlando dell’ex prefetto di Caserta ed ex parlamentare del Pdl, Maria Elena Stasi, che, nei giorni scorsi, si è vista notificare un avviso di garanzia per concussione ed estorsione in concorso con l’ex sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Nicola Cosentino, ed i due fratelli di quest’ultimo, Antonio e Giovanni. Tra gli indagati, nella stessa inchiesta, anche Giacomo e Luigi Letizia; il primo dipendente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Casal di Principe, il secondo, invece, dirigente della Giunta Regionale della Campania. L’accusa è quella di aver tentato di bloccare i lavori di un distributore di carburanti lungo la strada Nola-Villa Literno, che poteva rappresentare un ostacolo al monopolio dell’Aversana Petroli, holding della famiglia Cosentino. Le indagini, a questo punto, proseguiranno da sole, considerando il percorso difensivo scelto dall’ex prefetto Stasi. Secondo i magistrati della Dda, allorquando la Stasi guidava la Prefettura di Caserta, avrebbe convocato nel suo ufficio l’allora sindaco di Villa di Briano, Raffaele Zippo, chiedendo lumi in merito all’autorizzazione concessa all’imprenditore Luigi Gallo, rivale dei Cosentino, per la realizzazione di una piazzola di sosta della Kuwait. A tal riguardo, va sottolineato che pochi mesi prima, lungo la stessa strada Nola-Villa Literno, in territorio di Casal di Principe, era stata autorizzata all’Aversana Petroli la costruzione di una piazzola di sosta. Da qui anche un lungo contenzioso amministrativo che ha portato il Tar Campania, nel 2002, ad emettere sentenza a favore dei Cosentino. Archiviata la vicenda dal punto amministrativo, ecco che parte l’indagine penale, volta dimostrare che i Cosentino “attraverso attività illecite avevano assunto una posizione di monopolio nel settore della costruzione e gestione di stoccaggio e distribuzione di carburanti per autotrazioni in provincia di Caserta”.

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di Emilio di Cioccio
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