Provincia / Caserta

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Nell’ambito delle celebrazioni per l’Unità d’Italia (1860)

L’Italia s’è ridesta: Vairano Patenora incontra Cazzullo

L'ultimo libro dell’editorialista del Corriere della Sera

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L’Italia s’è ridesta: Vairano Patenora incontra Cazzullo
08/12/2012, 09:49

VAIRANO PATENORA - “L’Italia s’è ridesta. Italiani di domani” è il titolo del libro di Aldo Cazzullo e anche il tema del dialogo che, nella sala consiliare del Comune di Vairano Patenora, ha riunito l’autore, editorialista del “Corriere della sera”, insieme al sindaco Bartolomeo Cantelmo ed ai giornalisti Dante Stefano Del Vecchio e Luigi Ferraiuolo. Un appuntamento, questo, voluto fortemente dall’amministrazione comunale e dal Comitato dell’Unità d’Italia, nell’ambito delle celebrazioni del 26 ottobre, anniversario dello storico incontro di Taverna Catena, avvenuto nel 1860, tra Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi. “L’Italia oggi è spaventata, di cattivo umore, impaurita dal futuro. Invece sono convinto - afferma Aldo Cazzullo - che il nostro Paese abbia davanti a sé una grande occasione di ripresa e di sviluppo. Una chance di rinascita, una nuova stagione”. Con il suo ultimo libro “L’Italia s’è ridesta. Viaggio nel Paese che resiste e rinasce” Cazzullo racconta le nostre città “mai state così belle” e la nostra opportunità di ripartire dopo la crisi. Scrittore, giornalista, uomo di pensiero e comunicazione, Cazzullo è stufo dei luoghi comuni che etichettano il nostro Paese nel bene e nel male: brava gente, poeti, esploratori, inventori e trasvolatori, ma anche suonatori di mandolino, mangiatori di spaghetti e tutti mafiosi. La prefazione, a cura del direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, permette al lettore di viaggiare attraverso le principali città italiane descrivendone pregi e difetti: Verona, “la complessata”, Trieste, che improvvisamente s’è ritrovata al centro dell’Europa, Parma, la città dove “tutti rubavano” e Palermo, la Grecia d’Italia, Bologna, una città “perduta” ma anche Genova, “mai stata così bella” e Firenze, la “vera capitale”.

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di Emilio di Cioccio
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